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Permessi di soggiorno brevi e dichiarazione di ospitalità: da oggi si ritorna alle vecchie regole... ma solo per alcuni giorni.

Sembra una vicenda kafkiana ma in realtà è la conseguenza di equilibrismi e compromessi politici che la gente - e soprattutto i cittadini stranieri - difficilmente potranno capire.
Vediamo di cosa si tratta.
Il Governo, con il decreto legge 15 febbraio 2007, n. 10, ha soppresso il permesso di soggiorno per brevi periodi (per intenderci: turismo, affari, visite, e tutti gli altri di durata inferiore a 90 giorni) sostituendolo con una dichiarazione da presentare in frontiera oppure alla questura entro otto giorni dall’ingresso  in Italia. Contestualmente è stata abrogata anche la norma (l’art. 7 del testo unico immigrazione) che impone a chiunque concede alloggio o ospitalità ad un cittadino straniero l’obbligo di segnalarne la presenza alla questura entro 48 ore.
Questo decreto è entrato in vigore il 16 febbraio, così che da quella data gli stranieri entrati in Italia per soggiorni di breve durata  sono stati esentati dall’obbligo di richiedere il permesso di soggiorno, come pure i datori di alloggio o ospitalità sono stati esentati dall’obbligo della segnalazione.
Da oggi non è più così e si ritorna alle vecchie regole!
Infatti oggi entra in vigore la legge 6 aprile 2007, n. 46 che ha convertito il decreto legge n. 10, senza però approvare queste modifiche del testo unico dell’immigrazione.
Perciò a partire da oggi i cittadini stranieri che entrano in Italia in esenzione di visto oppure con visto per turismo, affari, visita o di altra tipologia per un soggiorno non superiore a novanta giorni devono richiedere il permesso di soggiorno o direttamente in questura (soggiorno per affari) o tramite gli uffici postali negli altri casi.
Sempre a partire da oggi chiunque dà ospitalità o cede un alloggio a cittadini stranieri non appartenenti all’Unione europea, deve nuovamente segnalarne la presenza entro 48 ore al questore o al comune ai sensi dell’art. 7 del testo unico.

L’aspetto più bizzarro di questa vicenda sta nel fatto che tra qualche giorno il Parlamento approverà una nuova legge che in sostanza prevede le stesse  misure, e cioè l’abolizione dei permessi di breve durata (ma solo quelli per turismo, affari, invito e studio) e il contestuale obbligo di dichiarare la presenza al questore entro otto giorni, pena l’espulsione!
(Raffaele Miele)




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