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10 dicembre 2007
Rapporto Censis: rischio di sovrapposizione delle competenze nelle politiche per l’integrazione.
Allarme sociale per i primi segnali di insofferenza verso la comunità romena.
Rischio di frammentazione e di sovrapposizione di competenze in materia di immigrazione: è l’analisi contenuta nel Rapporto sulla situazione sociale del Paese del Censis, presentato lo scorso 6 dicembre a Roma.
Secondo l’istituto di ricerca, lo sviluppo di politiche per l’immigrazione a più livelli tra Governo ed Enti locali mostra un quadro gestionale piuttosto complesso in cui “potrebbero sorgere rischi di sovrapposizioni di competenze e di perdita di uniformità nell'approccio e nell'amministrazione del fenomeno”.
Il rapporto mette in luce quella che ritiene le prima crepa che si registrerebbe nell'integrazione sociale: i segnali di insofferenza nei confronti degli stranieri, in particolare verso alcune comunità come quelle dei romeni e dei Rom.
"Se fino allo scorso anno le pagine di questo rapporto avevano sottolineato la buona capacità del nostro Paese di gestire la fase dell'accoglienza e della prima integrazione degli immigrati - è scritto nel volume che analizza i trend sociali italiani - nel corso dell'ultimo anno compaiono i primi segnali d'insofferenza nei confronti degli stranieri... e iniziano ad apparire le prime crepe nel sistema d'integrazione".
Secondo il rapporto, il processo "è stato amplificato da alcuni episodi particolarmente efferati di cronaca nera che hanno visto come protagonisti cittadini stranieri provenienti dall'Europa orientale", con una crescita dell'allarme sociale. E tale "sentimento di insicurezza collettiva" si è appuntato nell'indicare i romeni come i principali responsabili.
La stigmatizzazione dei cittadini romeni, secondo il Censis, è andata di pari passo con la forte crescita della loro presenza in Italia: dal 2001 al 2006 i romeni sono infatti aumentati del 260,1%. Il 24,8% dei furti con destrezza denunciati in Italia è stato commesso da un romeno. Per quanto riguarda i furti di autovetture e le rapine in abitazione, i romeni risulterebbero colpevoli rispettivamente nell'11,2% e nel 10,4% dei casi. I romeni sono primi, tra gli stranieri, anche per rapine in esercizi commerciali (8,7% dei casi in Italia), estorsioni (8,7%),omicidi volontari (5,3%) e violenze sessuali (4,7%).
Secondo il Rapporto, "per contrastare i primi segnali d'insofferenza verso gli stranieri" e riprendere il processo d'integrazione occorre contrastare il razzismo e favorire progetti d'inserimento degli immigrati, ma serve anche "una nuova politica di gestione dei flussi migratori e della regolamentazione degli ingressi".
(Al. Col.)
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