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10 dicembre 2007
UE: concluso il vertice Ue-Africa, Zapatero propone un patto per l’immigrazione.
Il leader spagnolo vede come punti importanti la scolarizzazione, gli investimenti per l’occupazione e per infrastrutture nei Paesi di origine per arginare i flussi.
Un patto tra Unione europea e Africa per contrastare la piaga dell'emigrazione clandestina. È quanto ha chiesto il premier spagnolo, José Luis Zapatero, al vertice Ue-Africa che si è concluso ieri a Lisbona.
Zapatero, relatore Ue sul tema migrazioni e occupazione, ha sottolineato che “l'immigrazione illegale produce cittadini vulnerabili alle mafie e agli abusi, senza diritti nei Paesi in cui arrivano”.
Il premier spagnolo ha proposto che il patto fra Europa e Africa sia basato su tre punti: “scolarizzazione, impiego per i giovani, sviluppo delle infrastrutture per dinamizzare il tessuto sociale ed economico dei Paesi di origine”. Misure per incoraggiare i ritorni degli emigrati e prevenire “fughe di cervelli”.
Ma non tutti i leader africani hanno accolto con favore il suo appello. Muammar Gheddafi, per esempio, ha spiegato che l'Europa deve provvedere da sola a pagare le conseguenze del suo passato colonialista, elargendo aiuti o accogliendo gli emigranti provenienti dai Paesi africani.
Il presidente senegalese Abdullah Wade ha invece affermato che l'Africa deve combattere il fenomeno delle migrazioni clandestine per esempio, ha spiegato, con accordi come quello siglato con il governo di Madrid, che ha fatto aumentare gli ingressi legali di lavoratori senegalesi in Spagna. L'accordo con Madrid, ha precisato Wade, è stato usato come modello per un patto analogo con la Francia e per quello in corso di definizione con l'Italia.
(Al. Col.)
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