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12 dicembre 2007
Immigrazione dei “cervelli”: approvato definitivamente il decreto legislativo sull’ammissione di cittadini extracomunitari a fini di ricerca scientifica.
Il decreto recepisce la direttiva 2005/71.
Ieri il Consiglio dei ministri ha approvato in via definitiva il decreto legislativo per il recepimento della direttiva 2005/71 che definisce una procedura specifica per l’ammissione di cittadini extracomunitari a fini di ricerca scientifica.
Il provvedimento in primo luogo sana i ritardi del nostro Paese che era già stato richiamato dalla Commissione europea a causa del mancato recepimento entro i termini.
Nel merito, il decreto modifica ed integra l’art. 27 del testo unico immigrazione e si rivolge ai cittadini stranieri in possesso di un titolo di studio superiore che, nel Paese in cui è stato conseguito, dia accesso a programmi di dottorato. I ricercatori stranieri potranno così ottenere un visto d’ingresso in Italia fuori quota sulla base di una richiesta di un istituto di ricerca e dell’iscrizione in un apposito elenco tenuto dal Ministero per l’università e la ricerca.
Il visto potrà essere rilasciato, con priorità rispetto ad altre tipologie di visto, sulla base di apposito nulla osta da richiedere, a cura dell’istituto, allo sportello unico della prefettura previo parere da parte della questura sull’insussistenza di motivi ostativi all’ingresso.
È prevista la possibilità di ammettere i familiari al seguito e di richiesta del ricongiungimento familiare. Inoltre, al ricercatore straniero già regolarmente soggiornante ad altro titolo in Italia potrà essere rilasciato un permesso di soggiorno per ricerca scientifica, senza che sia necessario ottenere il relativo visto di ingresso.
Il decreto prevede infine la mobilità dei ricercatori tra i Paesi dell’Unione, consentendo l’ingresso in Italia, in esenzione di visto, allo straniero in possesso di un titolo di soggiorno per ricerca scientifica rilasciato da altro Paese dell’Unione europea.
(Red).
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