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12 dicembre 2007
L’Italia si impegna all’Onu per la tutela dell’infanzia tra le popolazioni Rom e Sinti.
Il ministro Rosy Bindi, intervenendo ieri alla plenaria di New York, ha illustrato il piano per “proteggere i bambini rispettando il principio della unità familiare”.
Un impegno concreto per la tutela dell’infanzia tra le popolazioni Rom e Sinti è stato preso dal governo italiano alla riunione plenaria delle Nazioni Unite.
La dichiarazione, è stata fatta ieri a New York dal ministro per le Politiche per la famiglia, Rosy Bindi, nella sessione speciale dedicata ai bambini nell’anniversario della Dichiarazione dei diritti dell’uomo.
La Bindi ha presentato il Piano di Azione del Governo italiano, in sei punti, che mira tra l'altro a ridurre la povertà infantile, migliorando il sistema educativo e quello sanitario.
“L'Italia si è trasformata da un Paese di emigrazione in un Paese di immigrazione - ha detto il ministro al Palazzo di Vetro - e l'immigrazione illegale ha portato nuovi problemi che l'Italia vuole risolvere ispirandosi ai principi di legalità e solidarietà”.
L’impegno dell’Italia è per “promuovere azioni destinate ai minori stranieri, prendendo in considerazione l'età, il sesso, le origini etniche o religiose dei bambini, in particolare quelli di etnia Rom o Sinti, nell' ambito di un approccio integrato che protegga il bambino e rispetti il principio della unità familiare”.
(Al. Col.)
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