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17 dicembre 2007

Flussi 2007: i commenti del giorno dopo.
Ferrero: “aumentare gli ingressi. I dati dimostrano che il Paese ha esigenze chiare”. I Patronati: “favoriti i privati”. Per il prefetto Morcone la macchina ha funzionato, “la sproporzione tra quote e domande dovranno vederla il Governo e il Parlamento”.


Continua la polemica da parte dei sindacati e dei patronati che ritengono “sfavoriti” i datori di lavoro che hanno presentato domanda con la loro intermediazione. Tra le proposte, che accomunano quasi tutti, vi è la convocazione di un tavolo tecnico al Ministero e la richiesta al Governo di prevedere al più presto un nuovo decreto flussi che risponda alle reali esigenze del Paese di lavoratori stranieri.
Vi è poi anche chi sostiene, come l’Adiconsum, l' impossibilità di formare le graduatorie per le disfunzioni che vi sono state nella trasmissione delle domande.
Questioni urgenti che patronati e sindacati sottopongono al governo il giorno dopo il primo dei tre “click day” che ha visto un boom di domande (oltre 350 mila a fronte di 170 mila ingressi autorizzati). Interventi urgenti da effettuare per i timori che il 18 dicembre, quando  si potranno inviare le richieste di assunzione di colf e badanti dei Paesi che non hanno siglato accordi di cooperazione, si verifichino ancora difficoltà.
Il ministro della Solidarietà sociale, Paolo Ferrero, ha evitato di rispondere alle critiche ed ha inteso sottolineare che “la quantità di domande arrivate dice che le esigenze del Paese reale sono molto alte, al di là delle campagne folli della destra. Dobbiamo approvare una nuova legge altrimenti continueremo a stare nell'emergenza e a produrre nuovi clandestini”.
Proprio sulla ripartizione delle quote, con un’effettiva penalizzazione dei cittadini provenienti dai Paesi firmatari di un accordo con l’Italia, si era espresso il prefetto Mario Morcone, capo del Dipartimento Libertà civili del Ministero dell’interno che, commentando positivamente l’efficienza della macchina organizzativa, ha dichiarato “la sproporzione tra le quote offerte e le domande ricevute è un problema che non appartiene all'Amministrazione dell'Interno. Saranno il Governo ed il Parlamento a dare certamente la risposta più saggia”.
Intanto non accennano a diminuire le polemiche sulla procedura telematica adottata per l'invio delle domande per il decreto flussi e la Cgil ipotizza un contenzioso per violazione delle pari opportunità degli aspiranti datori di lavoro. “Si è visto - afferma il responsabile immigrazione del sindacato, Piero Soldini - che i privati sono stati facilitati rispetto ai patronati. Come dirimere la questione delle graduatorie quando uno sa di aver inviato ad una certa ora ed ha ricevuto l'ok dell'invio ore dopo? Crediamo che il governo debba dare rassicurazioni, dire che tutte le domande che hanno i requisiti verranno accolte. Su questo c'è l'impegno del sottosegretario Lucidi di prendere in considerazione la cosa, ma non è ancora giunta alcuna dichiarazione formale. Un nuovo decreto flussi è l' unica soluzione di buon senso per far fronte a tutto il contenzioso che si sta creando”.
Preoccupazioni per il 18 dicembre, altra giornata di presentazione per le domande, sono espresse dalla Uil. “Tanti se la prendono con noi - dice Guglielmo Loy, segretario confederale Uil - e non è gradevole visto che noi non c'entriamo niente ma che anzi abbiamo fatto un gran lavoro”. E il 18 c’è il serio rischio che si ripeta la situazione “ecco perché un altro decreto deve essere rapido. Va affrontato il dato politico evidente sull'esigenza dei lavoratori stranieri ed anche il numero degli irregolari è sopra ogni stima. Domani (oggi n.d.r.) chiederemo un incontro al Viminale. Vogliamo definire tecnicamente le cose e stabilire se sono state rispettate le pari opportunità”.
Michele Consiglio delle Acli segnala che l'incognita ora riguarda le e-mail di risposta (che devono arrivare entro 24 ore dall'invio della domanda) valevoli per la formazione delle graduatorie.
(Red.)



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