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24 dicembre 2007
Asili e scuole materne: polemiche sulla circolare del Comune di Milano che preclude l’iscrizione ai figli di immigrati irregolari.
La circolare - in linea con quanto previsto anche negli anni precedenti - permette l’iscrizione in graduatoria a tutti coloro che otterranno il permesso di soggiorno entro il 29 febbraio. Per Fioroni “la diversità nelle aule scolastiche è un dono per il nostro Paese”. Il Comune di Roma conferma che farà iscrivere anche i figli di irregolari.
La pubblicazione della circolare del Comune di Milano sulle iscrizioni scolastiche per l’anno 2008/2009, che inizieranno a partire dal prossimo 15 gennaio, ha suscitato perplessità e polemiche per quanto contenuto a proposito dell’iscrizione dei figli di immigrati irregolari e in attesa di permesso di soggiorno.
È stato il quotidiano La Repubblica ad anticipare, nell’edizione del 22 dicembre, il testo della circolare che indica, per l’iscrizione alle scuole materne “Le famiglie prive di regolare permesso di soggiorno avranno la possibilità di iscriversi, purché ottengano il permesso di soggiorno entro la data del 29 febbraio 2008. La mancata presentazione del permesso di soggiorno entro tale data non consentirà la formalizzazione della domanda di iscrizione”. Per il quotidiano romano questo “significa semplicemente che decade il diritto all'iscrizione dei figli degli immigrati irregolari”.
Sulle pagine dello stesso giornale, è la psicopedagogista Graziella Favaro, fondatrice del Centro Come e collaboratrice del Comune e della Provincia di Milano sul fronte dell'integrazione scolastica, a spiegare i termini tecnici della questione: “I nidi e le materne del Comune sono considerati servizi per i residenti. Mentre il Dpr 394, che sancisce per i minori immigrati regolari e no il diritto allo studio, lo fa per la scuola statale” (scuola dell’obbligo n.d.r.).
Pur con tali precisazioni non sono mancate le polemiche contro la direttiva dell’amministrazione ambrosiana che, da parte sua, ha risposto a stretto giro di posta attraverso una nota diffusa alle agenzie sabato mattina.
L’assessore alla Famiglia, Scuola e Politiche sociali Mariolina Moioli ha dichiarato "Le informazioni pubblicate non rispondono a dati di fatto. Il permesso di soggiorno che non è ancora stato rilasciato, evidentemente non può essere valutato e considerato ai fini della graduatoria. Ovviamente viene preso in considerazione non appena disponibile. Rispetto alla circolare degli anni precedenti, non è cambiato nulla. Viene riconfermato che occorre essere in possesso del permesso di soggiorno entro il 29 febbraio per poter entrare nelle graduatorie".
Dopo la pubblicazione delle graduatorie le famiglie che hanno regolarizzato la loro posizione potranno accedere ai servizi - precisa la nota - compatibilmente con i posti disponibili durante tutto l'anno scolastico e partecipare alle graduatorie per quello successivo. Mentre i cittadini stranieri in possesso del cedolino che attesti la domanda di rinnovo possono partecipare alle graduatorie senza alcuna preclusione.
Secondo l’assessore Moioli "a differenza di quanto avveniva in passato, le procedure sono state migliorate e innovate. Le famiglie in attesa di rinnovo del permesso di soggiorno e del certificato di residenza vengono prese in considerazione nella stesura delle graduatorie, senza alcuna riserva. Anche i figli di clandestini possono essere accolti nei servizi a condizione che i posti a disposizione non siano tutti occupati e che dispongano dei documenti richiesti come avviene per tutti gli altri bambini, italiani e immigrati. Se, ad esempio, sono in regola con il permesso di soggiorno e fanno domanda, li accogliamo e inseriamo via via che regolarizzano la loro posizione di residenza".
Precisazioni che non sono servite a placare le critiche. In particolare la scelta del Comune - seppur in linea con quanto avveniva negli anni passati - viene accusata di non perseguire l’integrazione.
Il ministro dell’istruzione, Giuseppe Fioroni, interrogato dai giornalisti sulla vicenda, ha dichiarato che nella scuola “il cammino comune tra persone con culture diverse, anche nelle aule scolastiche, è un dono al quale il nostro Paese non può rinunciare”.
Anche l’assessore alle Politiche scolastiche del Comune di Roma, Maria Coscia, è intervenuta affermando che “a Roma, in linea con le politiche d'accoglienza e d'integrazione che da anni l'amministrazione sta perseguendo e sulla base del rispetto della Convenzione Onu sui diritti dei bambini, tutti i bimbi migranti sono accolti nelle scuole comunali senza alcuna discriminazione derivante dalla residenza o dal possesso del possesso di soggiorno da parte dei genitori. Ribadiamo perciò che per noi è fondamentale il diritto allo studio di tutti i bambini che vivono nella nostra città, indipendentemente dalla posizione giuridica dei loro familiari”.
(Alberto Colaiacomo)
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