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24 dicembre 2007
Un nuovo servizio di ImmigrazioneOggi interamente dedicato alla comunità albanese.
Oblò Albania, on line dal 21 dicembre.
L’immigrazione albanese in Italia porta inevitabilmente alla memoria immagini di barconi stracolmi di gente in fuga da un Paese al collasso politico, economico e sociale, attratta dalla speranza di un futuro migliore in Italia.
Oggi, a 17 anni dai primi esodi, i massicci flussi illegali sono un lontano ricordo e, mentre continua una migrazione fisiologica, regolare o meno, la comunità albanese non è più quella maggiormente stigmatizzata dal pregiudizio etnico, ma è ben radicata e il suo percorso di integrazione può costituire un modello anche per gli altri immigrati.
Quali sono i principali fattori che ci permettono di “valutare” il livello di integrazione di questa comunità che con 381mila presenze regolari rappresenta un decimo dell’intera popolazione straniera e si colloca al terzo posto per numerosità dopo la Romania e il Marocco?
Come vivono gli albanesi in Italia? Quale percezione hanno del nostro Paese? Quali i rapporti tra l’Italia e il Paese delle Aquile? Che caratteristiche ha la criminalità albanese? Qual è il ruolo dei suoi intellettuali?
ImmigrazioneOggi ha posto queste ed altre domande per la rubrica Oblò a Saba d’Elia, ambasciatore d’Italia in Albania; Francesco De Cicco, dirigente della II Divisione dello SCO della Polizia di Stato; Llesh Kola, ambasciatore d’Albania in Italia; Anila Huscha, vicepresidente dell’Associazione culturale italo-albanese Occhi Blu; Igli Tare, calciatore della Lazio; don Davide Gjugja, responsabile dei programmi in lingua albanese di Radio Vaticana; Ilir Shaqiri, ballerino; Roland Sejko, direttore di Bota Shqiptare.
Il servizio è articolato in due parti. Nella prima è possibile visionare il filmato che raccoglie i passaggi salienti delle interviste, mentre nella seconda parte sono disponibili otto filmati per ascoltare le singole interviste nella versione integrale.
(Red.)
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