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24 dicembre 2007

Macellazioni rituali delle carni contro legge: 43 deputati della maggioranza e dell’opposizione sollecitano l’intervento del Governo.
Chiesta la rimozione del comandante della polizia municipale di Reggio Emilia che invita i dipendenti a non perseguire le macellazioni illegali.


Poco prima della sospensione dei lavori per le festività natalizie Bruno Mellano, deputato del gruppo socialisti e radicali – rnp, ha illustrato un’interpellanza urgente, sottoscritta da 43 esponenti di maggioranza e dell’opposizione, sulla questione della macellazione rituale.
La questione riguarda la corretta applicazione della normativa italiana sulla macellazione rituale secondo la quale si deve ricorrere a tutti gli strumenti per impedire le inutili sofferenze e crudeltà, anche nella fase dell'abbattimento e della macellazione, di un animale.
Invece - precisano gli interpellanti - nel comune di Reggio Emilia una circolare del 2004 del comando della polizia municipale  stabilisce che l’attività di macellazione rituale è da considerare lecita, ancorché non eseguita secondo i dettami di legge, in quanto è prevalente il riconoscimento della legittimità dei riti religiosi rispetto alle norme in materia di macellazione. «Di conseguenza - recita la circolare - la centrale operativa, gli ispettori e quanti in servizio assumono la responsabilità di coordinamento operativo delle pattuglie impiegate sul territorio non daranno corso ad alcun intervento, ma risponderanno ai possibili richiedenti che l'attività svolta è lecita».
Partendo da quanto accade a Reggio Emilia, gli interpellanti, mentre chiedono la rimozione del Comandante della polizia municipale per aver emesso una circolare palesemente illegittima, dubitano anche che questo sia un malcostume diffuso nel nostro Paese e che, quindi, vi sia una sorta di tolleranza (non meglio definita) nei confronti di costumi rilevanti, che fanno parte della storia, nonché di una cultura religiosa e popolare che, però, devono essere commisurati con le norme vigenti e con il quadro giuridico europeo e italiano.
Il Governo - con il sottosegretario di Stato per l'interno Marcella Lucidi - ha sottolineato che il diritto di poter osservare le prescrizioni alimentari del proprio credo è diretta manifestazione del principio di libertà religiosa, consacrato all'articolo 19 della nostra Costituzione, al quale si richiamano le disposizioni relative alla macellazione degli animali. Si tratta del  decreto legislativo n. 333 del 1998, emanato in attuazione della direttiva europea 93/119/CE in materia di protezione degli animali durante la macellazione o l'abbattimento, che prevede espressamente che l'autorità competente in materia di applicazione e controllo delle disposizioni particolari relative alla macellazione secondo i rispettivi riti religiosi, sia l'autorità religiosa per conto della quale sono effettuate le macellazioni stesse.
In particolare - ha fatto notare il Sottosegretario - la macellazione secondo il rito islamico è assai simile a quella prevista per il rito ebraico e nei confronti di entrambi lo Stato si è impegnato al rispetto della prescrizione religiosa con apposita legge pattizia (legge n. 101 del 1989).
Sulla specifica questione della circolare del comando della polizia municipale di Reggio Emilia, il Governo non ha potuto che ribadire come un atto interno non possa in alcun modo eludere il rispetto dell'attuale normativa in materia di macellazione. Peraltro - secondo il Governo - l'amministrazione comunale ha rappresentato, fin dalla primavera scorsa, di aver avviato contatti con le autorità religiose della città, unitamente al servizio veterinario dell'azienda USL e all'amministrazione provinciale, per coinvolgere pienamente la comunità di fede islamica al fine di garantire il rispetto delle regole e della vigente legislazione italiana in merito al rito religioso del mese di dicembre (la cosiddetta festa del sacrificio) e di convogliare le macellazioni in impianti di macellazione autorizzati.
(Red.)



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