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29 gennaio 2007

Ricongiungimento del minore: se l’ambasciata non si fida del certificato anagrafico può ricorrere ai raggi x.

Il caso: una cittadina straniera residente nel Veneto aveva presentato richiesta di ricongiungimento familiare in favore della figlia minorenne residente nel Ghana.
L’Ambasciata italiana, però, nonostante l’esibizione del certificato di nascita rilasciato dalle autorità ghanesi dal quale risultava che la ragazza era minorenne, aveva avuto il sospetto che la giovane avesse più di 18 anni. Per questo motivo aveva richiesto un accertamento radiologico che veniva eseguito presso un laboratorio privato di Accra. L’esame radiologico (la densitometria ossea) le attribuiva venticinque anni e perciò l’Ambasciata rigettava la richiesta del visto per ricongiungimento.
Dopo una serie di risorsi il caso è stato definitivamente risolto dalla Corte di Cassazione che con una sentenza del 25 gennaio ha stabilito che le rappresentanze consolari italiane, anche in presenza di certificazioni rilasciate dalle autorità straniere,  possono procedere agli accertamenti amministrativi necessari  al fine di stabilire l’effettiva età di coloro che richiedono il visto di ingresso nel nostro paese. Fra tali accertamenti può dunque essere ricompreso anche l’esame densitometrico osseo, generalmente riconosciuto dalla scienza medica come mezzo idoneo ad accertare l’età, sia pure con un margine di approssimazione che in genere non si discosta più di sei mesi dall’età reale.
(Red)


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