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* Festa sikh: Gurgadi (elezione di Guru Hargobind Sahib)
(fonte: Calendario interculturale 2007, Sinnos Editrice) *

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Per il Tar di Milano è possibile passare dal lavoro stagionale al lavoro a tempo indeterminato senza bisogno di rientrare nel paese di provenienza.

Con una recentissima sentenza (1894/07) il Tar della Lombardia, Sezione prima, ha accolto il ricorso di un cittadino straniero che si era visto rifiutare la conversione del suo permesso di soggiorno da lavoro stagionale in lavoro a tempo indeterminato.
Il ricorrente era in possesso di un permesso di soggiorno per motivi di lavoro stagionale e qualche giorno prima della scadenza aveva presentato domanda di conversione in permesso di soggiorno per lavoro a tempo indeterminato, poiché nel frattempo aveva stipulato un contratto di lavoro a tempo indeterminato con una ditta, quale apprendista installatore di serramenti.
La Questura di Milano, però, aveva respinto la domanda basando il diniego sul presupposto del mancato rispetto della condizione del previo rientro nel paese di provenienza prevista dall’art 24 del Testo unico immigrazione.
L’art 24 disciplina il permesso di soggiorno per lavoro stagionale e prevede che il lavoratore stagionale, ove abbia rispettato le condizioni indicate nel permesso di soggiorno e sia rientrato nello stato di provenienza alla scadenza del medesimo, ha diritto di precedenza per il rientro in Italia nell'anno successivo per ragioni di lavoro stagionale, rispetto ai cittadini del suo stesso paese che non abbiano mai fatto regolare ingresso in Italia per motivi di lavoro. Può, inoltre, convertire il permesso di soggiorno per lavoro stagionale in permesso di soggiorno per lavoro subordinato a tempo determinato o indeterminato, qualora se ne verifichino le condizioni. Per il Tar di Milano tale norma deve essere interpretata nel senso che solo ai fini del rilascio di un nuovo permesso di lavoro stagionale, per l’anno successivo, gli stranieri debbano rientrare nello stato di provenienza. Invece, per la conversione del permesso di soggiorno per lavoro stagionale in permesso di soggiorno per lavoro subordinato a tempo determinato o indeterminato devono sussistere solo le condizioni per il rilascio di tale permesso.
Secondo il Tar le condizioni per il rilascio sono costituite dalla esistenza di un rapporto di lavoro a tempo determinato o a tempo indeterminato e dalla mancanza di elementi ostativi.
Nel caso di specie il ricorrente aveva stipulato un contratto di lavoro a tempo indeterminato.
Quanto all’eventuale rispetto delle quote, per il Tar deve essere lo sportello unico ad acquisire dalle direzioni provinciali del lavoro, tramite procedura telematica, la verifica dei limiti numerici, quantitativi e qualitativi.
Pertanto, in mancanza delle procedura presso lo Sportello unico avrebbe dovuto essere la questura a richiedere la verifica da parte della direzioni provinciali del lavoro, non potendosi tale adempimento porre a carico del lavoratore.
Infine – ha concluso il Tar – poiché l’art 5 comma 5 del Testo unico dell’immigrazione prevede che il permesso di soggiorno sia rifiutato quando manchino i requisiti richiesti per l'ingresso e il soggiorno nel territorio dello Stato, sempre che non siano sopraggiunti nuovi elementi che ne consentano il rilascio e che non si tratti di irregolarità amministrative sanabili, nel caso di specie sussistevano elementi nuovi rappresentati dal rapporto di lavoro a tempo indeterminato.
(M.M.)


A Salerno gli ambulanti etnici diventano risorsa per il turismo.

I mercati etnici come attrattiva turistica, a questo crede fermamente l’Amministrazione comunale di Salerno che ha realizzato presso il Sottopiazza della Concordia, d’intesa con le associazioni dei commercianti ambulanti stranieri, una nuova area mercatale, la terza in pochi mesi, destinata ai Mercati Etnici.
Il sito commerciale, inaugurato venerdì 8 giugno dal Sindaco Vincenzo De Luca, si trova sul lungomare, vicino agli attracchi dei traghetti per Capri e la Costiera Amalfitana, non lontano dal centro storico della città e aspira a fare un’attrattiva turistica delle merci africane ed asiatiche.
Il nuovo mercato si aggiunge ai due Mercati Etnici già presenti in città in via Limongelli e via Vinciprova che, nati nel dicembre 2006 per “prevenire e reprimere l’abusivismo”, si sono dimostrati un’iniziativa apprezzata sia dai commercianti, le cui richieste di adesione sono aumentate nel corso dei mesi, che dai consumatori.
Il visitatore avrà l’impressione di trovarsi nel cuore del Gran Bazar circondato da merci, profumi e suoni esotici; potrà immergersi nello shopping ma anche conoscere nuove culture ed espressioni di vita. I Mercati Etnici diventeranno col tempo un’attrazione turistica per la nostra città” si legge nella nota del Comune di Salerno che presenta l’iniziativa.
Oltre che alla nuova area di esposizione, per gli ambulanti stranieri il Comune ha realizzato un sito internet (www.mercatietnicisa.it), dove sono presentati tutti gli imprenditori che aderiscono all’iniziativa con illustrazioni delle merci, e uno spot pubblicitario di Pubblicità Progresso, realizzato dal giornalista italo-senegalese Idris.
(Al. Col)


Friuli Venezia Giulia: la giunta regionale stanzia 4,5 milioni di euro per le politiche di integrazione.

La giunta regionale del Friuli Venezia Giulia ha deliberato venerdì 8 giugno il piano generale degli interventi nel settore dell'immigrazione per il 2007 e la relativa ripartizione di risorse pari a 4.475.308 euro.
Quattordici sono in tutto i macro-obiettivi di intervento del piano, a partire dall'aumento della capacità del sistema regionale di conoscere e monitorare l'evoluzione del fenomeno migratorio.
Il piano prevede, inoltre, il contrasto alla discriminazione, l'avvio di servizi territoriali per l'integrazione sociale e di un protocollo per il sostegno al diritto d'asilo, la definizione di linee guida per la protezione dei minori non accompagnati, il monitoraggio delle situazioni di violenza e sfruttamento, il sostegno agli Enti locali nell'attuazione dei servizi di Agenzia sociale per la casa, l'insegnamento dell'italiano, la riqualificazione professionale e l'apertura di centri interculturali.
(Fonte: www.regione.fvg.it)




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