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* Festa nazionale del Gibuti *

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È possibile mantenere il cognome materno per lo straniero diventato italiano. Almeno per il Tribunale di Reggio Emilia.

La legge italiana (per lo meno fino a quando non sarà approvato il disegno di legge in discussione al Senato recante “Modifiche al codice civile in materia di cognome dei coniugi e dei figli”) non riconosce il diritto del figlio di chiamarsi come la madre quando già possiede il cognome paterno.
Il Tribunale di Reggio Emilia con una recente sentenza ha invece permesso ad una ragazza ucraina di mantenere il cognome della madre che le era stato attribuito prima di diventare italiana.
La ragazza, immigrata in Italia con la madre nel 2001, portava originariamente il cognome del padre. Però, poiché questi era deceduto, la madre prima di emigrare aveva fatto valere la legge del suo paese ed aveva ottenuto che la figlia assumesse il suo cognome.
Dopo qualche anno la madre si era risposata con un italiano ed aveva acquistato la cittadinanza italiana che aveva trasmesso alla figlia.
A questo punto il comune di residenza nel registrare il nuovo nucleo familiare aveva ritenuto di applicare la legge italiana attribuendo alla ragazza il cognome originario paterno. Questa decisione non era stata accettata dalla madre anche perché la figlia avrebbe dovuto portare il cognome declinato al maschile, il che, in Ucraina, suona come un’offesa, e con l’assistenza dell’avvocato Paola Rosa è riuscita a convincere il Tribunale di Reggio Emilia delle sue ragioni. I giudici emiliani hanno infatti stabilito che la normativa interna in tema di cognome, e quindi l’attribuzione ai figli del solo cognome paterno, può trovare applicazione solo per gli eventi successivi all’acquisizione da parte della minore ucraina della cittadinanza italiana. Ella quindi potrà continuare a portare il solo cognome materno in quanto consentito dalla normativa ucraina. Il comma 2, dell’art. 1, della Convenzione di Monaco sulla legge da applicare ai nomi e cognomi, secondo cui, in caso di cambiamento della nazionalità, viene applicata la legge dello Stato di nuova nazionalità, deve intendersi applicabile solo per il futuro, ossia per il tempo successivo all’acquisto della nuova cittadinanza, mentre non può autorizzare a modificare arbitrariamente e retroattivamente il nome del nuovo cittadino.
(M.M.)


Veltroni in Romania: sviluppo di iniziative comuni e collaborazione tra le polizie.

Si è conclusa la trasferta in Romania del sindaco di Roma Walter Veltroni. Un tour di due giorni che ha visto incontri istituzionali con i sindaci delle maggiori città rumene e con rappresentanti del governo ed al centro del dibattito il tema immigrazione.
Veltroni, preoccupato nelle scorse settimane per le vicende legate ai nomadi di origine rumena particolarmente numerosi nella Capitale, ha assicurato che a partire dal prossimo anno, attraverso progetti concordati con le autorità di Bucarest, potranno essere rimpatriati circa mille immigrati irregolari che si trovano a Roma.
Con un protocollo di intesa firmato a Bucarest con i sindaci di Craiova, Calarasi e Turnu Severin, le tre città da cui proviene l'80% dei romeni immigrati a Roma, si promuoverà lo sviluppo economico nelle tre località destinando specifici fondi dell'Unione europea.
Il Campidoglio collaborerà alla definizione dei progetti da attuare per il reinserimento dei rimpatriati. Solo a Bucarest, ha osservato Veltroni sulla base delle informazioni fornite dal sindaco della città, “la richiesta di forza lavoro è di 200 mila persone e Roma si è impegnata a favorire la formazione professionale dei romeni immigrati che vogliano ritornare in patria”.
Il Sindaco capitolino ha illustrato anche alcune concrete iniziative al centro dell’accordo: la realizzazione di un centro di accoglienza per minori a Bucarest, per arginare i flussi sempre più numerosi di minori non accompagnati; la collaborazione con le aziende italiane attive in Romania per promuovere l’inserimento lavorativo.
Un elemento di novità sarà la presenza a Roma di poliziotti romeni per collaborare con le forze dell’ordine romane nel lavoro di sorveglianza dei campi nomadi. Non avranno compiti diretti ma aiuteranno a fornire elementi di conoscenza sugli appartenenti ai campi. Una misura concordata con il ministro dell'Interno di Bucarest, Christian David ed il capo della polizia italiano, nell’ambito di un progetto di collaborazione già avviato da tempo.
L’impiego di funzionari di polizia romeni, che arriveranno a Roma già nelle prossime settimane, sarà particolarmente utile per “affrontare il fenomeno della tratta delle ragazze e quello dello sfruttamento di persone con gravi amputazioni usate come mendicanti”.
(Alberto Colaiacomo)


Lazio: soggiorni estivi e percorsi scolastici per le seconde generazioni.

Soggiorni estivi e percorsi di formazione all’interculturalità sono le misure decise dalla Regione Lazio a favore delle seconde generazioni di immigrati. A darne notizia, al termine della seduta della giunta regionale del 26 giugno, è stata l’assessore alle politiche sociali, Alessandra Mandarelli, che ha comunicato uno stanziamento di spesa di circa 500 mila euro.
Il provvedimento destina 378 mila euro per i soggiorni estivi di 600 figli minori di immigrati extracomunitari, soggiorni che si svolgeranno nel Lazio in un periodo compreso tra il 14 luglio e il 15 settembre 2007; e destina, inoltre, più di 110 mila euro alle attività interculturali, di integrazione e di educazione per gli interventi nelle scuole.
I soggiorni e gli interventi nelle scuole continuano a rappresentare un utile strumento per un'integrazione degli stranieri, e dei loro figli, costruita nel rispetto e nelle reciproca conoscenza delle culture. Ci auguriamo di poter arrivare al più presto al coordinamento organico di questi interventi svolti in tutta la regione da più enti; anche per questo l'approvazione della legge regionale sull'immigrazione sarà un elemento positivo per legiferare e intervenire in maniera coerente e adeguata” ha commentato l’assessore Mandarelli, presentando il provvedimento.
(Al. Col.)


28 e 29 giugno a Reggio Emilia il Comitato delle Regioni d'Europa parlerà di donne migranti.

Donne migranti e pari opportunità sarà il convegno che si svolgerà il prossimo 29 giugno a Reggio Emilia (Teatro Cavallerizza) come approfondimento dell’incontro della commissione ECOS del Comitato delle Regioni d’Europa che si terrà nella città il giorno precedente.
Nel convegno è prevista la presenza di Franco Frattini, vicepresidente della Commissione Europea; del Premio Nobel per la medicina Rita Levi Montalcini, di Anna Maria Serafini, presidente della Commissione parlamentare per l’infanzia, di Melina de Caro, capo dipartimento delle Politiche Europee della Presidenza del Consiglio dei Ministri.
Numerosi anche gli ospiti provenienti dagli altri stati dell’Unione, tra loro Claudette Abela Baldacchino, membro del Comitato delle Regioni; Alexandros Zavos, presidente dell’Istituto ellenico della politica di immigrazione e Martina Liebsch, presidente della commissione per l’immigrazione della Caritas Europa.
Il convegno sarà preceduto nella giornata del 28 giugno da una seduta di lavoro della commissione ECOS del Comitato delle Regioni d’Europa, nel corso della quale verrà discusso anche un parere richiesto dalla Commissione Europea alla Presidente della Provincia reggiana Sonia Masini sui temi legati alle donne migranti.
(Al. Col.)




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