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* Festa bahà’i: Martirio del Bab. È un giorno commemorato solennemente con riunioni e discorsi appropriati e col canto di preghiere e Tavole
(fonte: Calendario interculturale 2007, Sinnos editrice) *

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Colf e badanti al nero. In arrivo multe salatissime, anche a cinque zeri.

Il 4 luglio la Direzione generale per l’attività ispettiva del Ministero del lavoro ha diramato istruzioni agli ispettorati del lavoro per una corretta attuazione della legge n. 248 del 2006 in ordine alle problematiche applicative della “maxisanzione” prevista nei casi d’impiego di personale “al nero”.
Tra gli argomenti trattati, quello dell’applicabilità della “maxisanzione” anche nel caso di impiego di lavoratori domestici è certamente destinato a suscitare un vespaio.
Fino ad oggi gli ispettorati provinciali del lavoro erano orientati ad irrogare le maxisanzioni solo nei confronti delle aziende e non anche delle famiglie datrici di lavoro; non perché il lavoro “nero” all’interno delle mura domestiche non dovesse essere sanzionato, ma perché si riteneva di dover applicare solo le altre disposizioni, di natura penale ed amministrativa, comunque afflittive, ma non nella misura delle sanzioni previste contro le aziende.
Infatti la legge che ora il Ministero intende applicare anche nel settore della collaborazione domestica stabilisce che, ferma restando ogni altra sanzione, l’impiego di lavoratori “al nero” è punito con una sanzione amministrativa da 1500 a 12000 euro alla quale si aggiunge altra sanzione di 150 euro per ciascuna giornata di lavoro effettivamente prestata. Calcolatrice alla mano, significa che se una colf o badante è impiegata al nero da due/tre anni la maxisanzione potrà arrivare o addirittura superare 100mila euro! Ovviamente non termina qui. Infatti, se il rapporto di lavoro è instaurato con straniero privo di permesso di soggiorno, a queste salatissime sanzioni si aggiungerà l’arresto da tre mesi ad un anno e l’ammenda di 5000 euro per ogni lavoratore impiegato.
(R.M.)


Marche: ridotti i parametri minimi abitativi per ottenere il ricongiungimento familiare.

La Regione Marche, unica in Italia, modifica i parametri minimi abitativi fissati dalla legge regionale sull'edilizia residenziale pubblica, che fungono da riferimento anche per ottenere il permesso di soggiorno-lavoro e i ricongiungimenti familiari dei cittadini stranieri non comunitari. Il nuovo limite, stabilito dalla Giunta regionale lo scorso 6 luglio, è stato abbassato a 50 metri quadrati per un nucleo familiare composto di quattro persone a cui debbono aggiungersi altri 10 metri quadrati per ogni persona in più.
La riduzione dei parametri minimi abitativi rafforza un diritto, quello del ricongiungimento delle famiglie di immigrati, semplificando le procedure per ottenere un contratto di soggiorno per lavoro subordinato. Non si tratta dell'assegnazione automatica di un alloggio popolare, ma di un modo per evitare che gli immigrati regolari siano vessati da pastoie burocratiche, anche quando, per loro fortuna, sono riusciti a trovare un'abitazione dignitosa” ha spiegato l'assessore ai servizi sociali Marco Amagliani.
(Al. Col.)


Domani a Roma un convegno sui minori stranieri non accompagnati organizzato dall’Anci.

Si svolgerà domani, 10 luglio, il convegno Minori stranieri non accompagnati: percorsi di protezione e pratiche di integrazione organizzato dall’Anci in collaborazione con il Ministero della Solidarietà Sociale ed il Ministero dell'Interno. Il convegno, che avrà luogo a Roma (Centro convegni Roma Eventi in Via Alibert 5/A a partire dalle ore 9.30), ha l'obiettivo di valorizzare le buone pratiche finora espresse a livello locale nei confronti dei minori stranieri non accompagnati e di individuare una strategia nazionale che permetta di affrontare in maniera concreta la complessità del fenomeno. È prevista la partecipazione dei sottosegretari Cristina De Luca (ministero della Solidarietà Sociale), Marcella Lucidi (ministero dell'Interno) e Daniela Melchiorre (ministero della Giustizia) e del Vice Presidente dell'Anci, Fabio Sturani.
(Al. Col.)


Piemonte: approvato il Piano integrato dell’immigrazione.

La Giunta regionale del Piemonte ha approvato lo scorso 6 luglio il Piano integrato dell'immigrazione per il triennio 2007-2009.
Un documento che individua le linee guida in materia di immigrazione “in un'ottica di concertazione e integrazione fra i soggetti coinvolti a più titoli, per rispondere in modo unitario ai bisogni degli stranieri promuovendo una politica univoca e coerente”.
Il Piano, che ora dovrà essere approvato dal Consiglio regionale, ha tra gli obiettivi principali lo sviluppo della conoscenza e della sensibilizzazione verso il fenomeno migratorio, la promozione dell’informazione per l'accesso ai servizi, la formazione di chi opera con gli stranieri, il sostegno all’inserimento scolastico, la formazione, la riqualificazione, l’inserimento lavorativo e abitativo, nonché iniziative per favorire la partecipazione degli stranieri alla vita pubblica e per combattere razzismo e discriminazione.
(Al. Col.)




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