News ed eventi

Archivio

Luglio 2007
Giugno 2007
Maggio 2007
Aprile 2007
Marzo 2007
Febbraio 2007
Gennaio 2007

19 luglio 2007

* Festa cinese, Tiankuang Jie (Giorno dei doni del cielo). I bambini fanno il bagno e poi si asciugano al sole. Vestiti e animali domestici vengono esposti al sole per prevenire problemi di pelle.
(fonte: Calendario interculturale 2007, Sinnos editrice) *

----------------------

Il problema della mancata copertura sanitaria dei familiari extracomunitari del cittadino italiano o comunitario nelle more del rilascio della carta di soggiorno.

Tra i diversi problemi applicativi posti dal Decreto legislativo 6 febbraio 2007, n. 30 “Attuazione della direttiva 2004/38/CE relativa al diritto dei cittadini dell'Unione e dei loro familiari di circolare e di soggiornare liberamente nel territorio degli Stati membri” uno attiene alla garanzia del diritto all’assistenza sanitaria per i cittadini non comunitari familiari di cittadino italiano o comunitario.
Su questo argomento la redazione di ImmigrazioneOggi ha ricevuto numerose segnalazioni che meriterebbero la giusta attenzione da parte delle autorità nazionali.
Infatti, premesso che la normativa attuale garantisce, a tutti gli stranieri aventi diritto, l’iscrizione al servizio sanitario nazionale anche nelle more del rinnovo del titolo di soggiorno, analogo beneficio non spetta né agli stranieri in attesa del rilascio del primo permesso di soggiorno né - e qui sta il problema - ai familiari non UE di cittadino italiano o comunitario che non abbiano ancora conseguito un titolo di soggiorno e che quindi si trovano sprovvisti di iscrizione sanitaria obbligatoria. Ciò, sebbene la loro condizione giuridica sia del tutto differente da quella del “normale” cittadino extracomunitario, non essendo regolamentata dal testo unico n. 286 del 1998, ma dal decreto legislativo n. 30 del 2007. Più precisamente dall’articolo 3 la condizione dei familiari extracomunitari dei cittadini comunitari e dall’articolo 23 la condizione dei familiari extracomunitari dei cittadini italiani.
Ora, com’è noto, non solo il rinnovo, ma anche il primo rilascio del titolo di soggiorno può comportare lunghe attese di mesi durante i quali i distretti sanitari non hanno documenti per iscrivere lo straniero all’anagrafe sanitaria.
Questa situazione di mancata copertura sanitaria del familiare non UE di cittadino comunitario potrebbe addirittura configurarsi come una compressione del diritto alla libera circolazione sanzionabile in ipotesi anche con ricorso alla Corte di Giustizia delle Comunità europee laddove venisse sollevata la questione pregiudiziale o un ricorso per inadempimento. Invece al familiare del cittadino italiano resterebbero eventualmente i normali mezzi amministrativi e giudiziari di difesa contro l’inefficienza della burocrazia. A meno che il Ministero della salute non recepisca per tempo questa segnalazione.
Vero è che in questi ultimi mesi direttive ministeriali e circolari hanno tentato di porre rimedio alle conseguenze dei gravi ritardi dell’Amministrazione nel rinnovare o rilasciare i titoli di soggiorno, come da ultimo la direttiva 20 febbraio 2007 del Ministero dell’Interno che – si nota per inciso - lascia scoperti per un verso i lavoratori autonomi che, una volta entrati in Italia, chiedono il primo rilascio e per altro verso i familiari ricongiunti dei lavoratori.
Invece, sul fronte dell’assistenza sanitaria del familiare non comunitario del cittadino italiano o comunitario nelle more del rilascio del titolo di soggiorno non risulta adottato alcun indirizzo da parte delle autorità centrali.
L’urgenza del problema che riguarda tanti concittadini e cittadini comunitari non può aspettare i tempi istituzionale della delega normativa prevista dal disegno di legge delega c.d. Amato – Ferrero che alla lettera i) punto 2 esplicitamente prevede “l’aggiornamento delle disposizioni relative al diritto-dovere di iscrizione al Servizio sanitario nazionale in relazione alle nuove tipologie di permesso di soggiorno e la razionalizzazione delle competenze in materia di assistenza sanitaria dei cittadini stranieri, in un’ottica di piena inclusione nel Sistema Sanitario Nazionale”.
Sarebbe perciò auspicabile una direttiva del Ministro della salute che orienti le ASL verso l’iscrizione obbligatoria dei familiari extracomunitari del cittadino italiano o del cittadino europeo regolarmente soggiornante sulla base della ricevuta della richiesta del documento di soggiorno, magari accompagnata dalla certificazione dello stato di famiglia e da una dichiarazione del familiare italiano o comunitario attestante la sussistenza del diritto di soggiorno del proprio familiare non UE.
(Massimiliano Vrenna)


Brescia: rassicurazioni anche dal Questore in merito ai licenziamenti per i dipendenti in attesa di rinnovo.

Potenziati gli organici dell’ufficio stranieri della Questura di Brescia per disbrigare oltre 27 mila richieste di rinnovo di permessi di soggiorno. A renderlo noto con un comunicato è stato il Questore Gaetano Chiusolo nel quale precisa che l’obiettivo è di smaltire entro il 2007 tutte le pratiche, comprese le altre 20 mila che si prevede arriveranno. La Questura avverte anche che i “permessi provvisori” in attesa dei definitivi verranno rilasciati solo in casi eccezionali.
La nota precisa inoltre, dopo la denuncia dei sindacati confederali che in provincia di Brescia alcune aziende avrebbero interrotto il rapporto di lavoro con immigrati non ancora in possesso del permesso di soggiorno perché in corso di rinnovo, che i casi verificatesi di minacciato licenziamento o sospensione “sono stati dieci e tutti risolti attraverso il rilascio ai cittadini stranieri di un’attestazione da parte della questura, relativa all’imminente rinnovo, o attraverso un rinnovo temporaneo per i casi eccezionali”.
Sulla vicenda era intervenuta in un’audizione a Montecitorio lo scorso 2 luglio anche il sottosegretario agli interni Marcella Lucidi annunciando una circolare ministeriale che estendeva la validità di attestazione del cedolino di ricevuta postale al pari di quello delle questure.
(Al. Col.)


Sardegna: la Regione approva il Piano immigrazione 2007 con interventi per 1,2 milioni di euro.

Approvato ieri dalla Giunta regionale sarda il Piano immigrazione 2007 per interventi a favore dell’integrazione e dell’accoglienza degli immigrati nell’isola. Complessivamente sono state stanziate risorse per 1,2 milioni di euro che, per un circa un milione, saranno gestite dalle otto Province chiamate ad effettuare la maggior parte degli interventi. Il Piano, cha nei giorni scorsi ha ricevuto parere favorevole anche dalla Consulta regionale per l’immigrazione, oltre a prevedere gli stanziamenti per l’anno in corso individua le Linee guida sulle politiche a favore degli immigrati per il prossimo triennio.
Alle Province, che hanno avuto un incremento del 40% delle risorse trasferite rispetto al 2006, i fondi saranno ripartiti con una quota fissa di 62,5 mila euro ognuna e, per la restante parte, in base al numero di immigrati residenti nel territorio.
(Al. Col.)


Marocco: a Rabat un seminario sulle rimesse degli emigrati.

Si svolgerà oggi e domani a Rabat il seminario organizzato dalla Fondazione Hassan II per i Marocchini residenti all'Estero (Mre) Le rimesse degli emigrati: esperienze e prospettive. Al meeting parteciperanno rappresentanti degli emigrati marocchini ed esponenti del mondo bancario dei paesi in cui è presente l’emigrazione marocchina.
Durante i lavori verrà presentata una ricerca condotta dalla Fondazione sui trasferimenti di denaro che la comunità marocchina attua verso il paese di origine e sul loro utilizzo ai fini dello sviluppo economico. In base alle statistiche ufficiali del 2006, gli emigrati del Regno sarebbero un decimo della popolazione totale con le rimesse che incidono per circa il 9% sul Pil nazionale, pari a 4,7 miliardi di euro. Spagna, Francia, Italia e Germania sono i paesi che ospitano la maggior parte dell’emigrazione marocchina.
(Al. Col.)


Frattini: allo studio dell’UE la negoziazione delle quote con i paesi terzi.

Le quote di ingresso stabilite dai singoli paesi ma negoziate complessivamente dalla Commissione europea con i paesi di origine degli immigrati. È questa la proposta allo studio che il vicepresidente della Commissione UE, Franco Frattini, anticipa in un editoriale per il trimestrale Atlantide edito dalla Fondazione per la Sussidiarietà. “Sarebbe assai importante che la Commissione possa negoziare direttamente con i Paesi terzi, sulla base di quote indicative stabilite dagli Stati membri in funzione del fabbisogno dei rispettivi mercati del lavoro. Gli Stati membri continuerebbero a determinare il numero e il tipo di lavori disponibili sui loro mercati, ma a negoziare con i Paesi terzi in base alla somma delle quote provvederebbe l'Unione”. Il commissario europeo, nell’articolo Immigrazione ed integrazione in Europa illustra l’importanza dal punto di vista demografico ed economico dei flussi migratori ma, commentando la proposta di modifica del Testo Unico sull’immigrazione, si dice preoccupato per il “concetto vago” di auto-sponsor che evoca “il rischio che si consegni un’occasione formidabile ai delinquenti che speculano sull’immigrazione”.
Anche sul tema dell’integrazione, fondamentale perché “senza integrazione non può esserci immigrazione” è di primaria importanza il ruolo dell’Unione Europea, in grado di fissare obiettivi comuni che, pur rispettando le diverse tradizioni, culture e religioni, possano conformarsi alle leggi nazionali e comunitarie, al valore assoluto della vita e della dignità umana. Anche in questo caso l’azione dei governi nazionali non sempre è stata ispirata agli indirizzi dell’Unione: “molte politiche di integrazione hanno puntato, però, su relazioni e accordi con i gruppi e le comunità extraeuropee guardando ai diritti di questi stessi gruppi e trascurando la dimensione dei diritti individuali. Così facendo hanno 'involontariamente' lasciato alle comunità il governo di relazioni e rapporti interni, spesso antagonisti rispetto al nostro tessuto di regole”.
(Al. Col.)




Home
Lettere e commenti
Oblò
Risorse istituzionali e utilità
   
Perché ImmigrazioneOggi
Newsletter
Redazione
    © 2006-2007, Studio Immigrazione s.a.s.