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* Festa nazionale della Colombia

sabato 21 luglio
- Festa nazionale del Belgio;
- Festa solenne ebraica, Shabat – par. Devarim;
- Festa sikh, Miri Piri Day Guru Hargobind Sahib.
(fonte: Calendario interculturale 2007, Sinnos editrice) *

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Mininterno emana la circolare per la completa attuazione del decreto legislativo sui comunitari. Qualche perplessità sul permesso per residenza dei familiari e del partner extracomunitari.

Il Ministero dell’interno con circolare del 18 luglio 2007 ha fornito una serie di indicazioni per la corretta applicazione del decreto legislativo n. 30 del 6 febbraio 2007 di recepimento della direttiva europea 2004/38/CE relativa al diritto di soggiorno dei cittadini europei e dei loro familiari extracomunitari.
La circolare precisa in primo luogo che le disposizioni del decreto legislativo si applicano anche ai cittadini di Norvegia, Liechtenstein, Islanda, Svizzera e San Marino, così risolvendo i numerosi dubbi sollevati da diversi comuni.
Gli argomenti presi in esame dalla circolare: il diritto di soggiorno degli ascendenti in linea retta di qualunque grado, le condizioni per procedere all’iscrizione anagrafica dei minori comunitari non accompagnati, l’iscrizione anagrafica dei religiosi comunitari, i requisiti relativi alla disponibilità di risorse economiche, il tema della copertura sanitaria, l’iscrizione anagrafica dei lavoratori stagionali, i presupposti per il riconoscimento del diritto di soggiorno permanente dei cittadini neocomunitari, la necessità di forme di coordinamento tra enti locali e forze di polizia ai fini del controllo delle condizioni sulle quali si fonda il diritto di soggiorno ed il suo mantenimento.
Mentre sugli argomenti fin qui elencati il compito del Ministero è stato tutto sommato agevole trattandosi di chiarimenti su questioni finora oggetto di applicazioni più o meno uniformi, il punto centrale della circolare riguarda il soggiorno dei familiari indicati dall’articolo 3 del decreto legislativo n. 30 che sono diversi da quelli contemplati dall’articolo 2. Essi, come stabilisce la norma, sono “ogni altro familiare, qualunque sia la sua cittadinanza, non definito all’articolo 2, comma 1, lettera b), se è a carico o convive, nel paese di provenienza, con il cittadino dell’Unione titolare del diritto di soggiorno a titolo principale o se gravi motivi di salute impongono che il cittadino dell’Unione lo assista personalmente” e “il partner con cui il cittadino dell’Unione abbia una relazione stabile debitamente attestata dallo Stato del cittadino dell’Unione.”
Per questi familiari e partner, infatti, non è sancito un diritto d’ingresso e di soggiorno ma lo Stato, secondo la sua legislazione nazionale, ne “agevola l’ingresso e il soggiorno”.
Su questa base la circolare, dopo aver ricordato che la direttiva europea ha la finalità di preservare le relazioni del cittadino dell’Unione con le persone che non rientrano nella definizione di familiare in senso stretto, stabilisce le modalità per accertare le condizioni del soggiorno di questa categoria di persone, in base alle quali i comuni - se il familiare o il partner è comunitario - o le questure - se il familiare o il partner è extracomunitario - potranno procedere alla registrazione anagrafica ovvero al rilascio del permesso di soggiorno.
In particolare, per quanto riguarda la tipologia del permesso di soggiorno da rilasciare a questi familiari e partner, il Ministero indica il permesso di soggiorno per residenza elettiva.
Questa scelta potrebbe suscitare qualche problema. Infatti, poiché il permesso per residenza elettiva non consente di svolgere attività lavorativa, ciò determinerà una disparità di trattamento tra il familiare o partner comunitario - che potrà iscriversi all’anagrafe e quindi anche esercitare attività lavorativa - ed il familiare o partner extracomunitario al quale questa facoltà non sarà riconosciuta. Dato che il divieto di lavoro imposto al familiare o al partner extracomunitario costituisce certamente un limite alla libera circolazione del cittadino comunitario, questa soluzione potrebbe risultare non del tutto compatibile con il diritto europeo.
Qualche problema potrà porsi anche su due altre questioni che la circolare non ha preso in esame e precisamente il trattamento dei familiari (in particolare del partner) del cittadino italiano ed il trattamento dei familiari extracomunitari - del comunitario o del cittadino italiano - che già soggiornano in Italia.
A questo punto si dovrà attendere gli orientamenti delle anagrafi e delle questure e quelli dei tribunali che probabilmente saranno chiamati in causa nei prossimi mesi.
(Raffaele Miele)






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