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25 luglio 2007
Presentata la ricerca sociale sull’immigrazione svolta dalla Makno per il Ministero dell’Interno.
Presentata la ricerca sociale sull’immigrazione condotta dalla Makno & Consulting per conto del Ministero dell’Interno.
Nell’indagine, effettuata attraverso 2 mila interviste personali e mille telefoniche su un campione nazionale di cittadini stranieri tra marzo ed aprile 2007, emergono gli aspetti più salienti del fenomeno migratorio e del processo di integrazione.
Italia meta di immigrazione – L’82% degli intervistati ha scelto l’Italia come meta di emigrazione mentre solo il 18% è giunto nella Penisola dopo precedenti esperienze migratorie.
Il 37% ha scelto l’Italia sperando di avere maggiori probabilità di trovare un lavoro, il 35% per ricongiungersi a familiari, il 13% per la facilità di entrare nel paese e la restante parte perché già in contatto con amici o parenti presenti.
Degli intervistati poco più della metà (53%) è interessata a richiedere la cittadinanza dopo i 10 anni di residenza prescritti dalla legge.
Lavoro e risparmio – Tre quarti hanno dichiarato di avere un lavoro (25% operai, 23% collaboratori domestici o badanti, 10% camerieri) anche se nella maggior parte dei casi la retribuzione percepita è variabile dal numero di ore lavorate. Il 17% ha invece retribuzioni medie inferiori ai 900 euro e soltanto il 2% supera i 1.500 euro mensili.
Il 9,8% dei lavoratori però non guadagna abbastanza denaro da poter inviare come rimesse nel paese d'origine, l'8,5% riesce a mandare dai 200 ai 299 euro e solo il 3,2% invia più di 600 euro.
Integrazione – Il 64% ha dichiarato di aver risieduto in Italia sempre nella stessa città. Oltre la metà (56%) vive con la famiglia e, tra coloro che dichiarano di avere bambini, il 53% di questi è nato in Italia.
Per il 67% l’abitazione è in affitto, in appartamenti inferiori ai 75 mq condivisi mediamente da 3,7 individui.
La lingua italiana non costituisce un problema per quattro immigrati su cinque e tra i motivi per cui stanno bene in Italia vi è la possibilità di lavorare (44%), lo stile di vita (26%), la libertà (24%).
Consumi – L’integrazione passa anche per le abitudini di consumo e di svago. Dalla ricerca emerge che il 50,5% ha un conto corrente e ben il 93,6% possiede un cellulare (contro l'87% degli italiani), il 25,6 un telefono fisso (contro l'87% degli italiani), il 29,4% un computer (contro il 57,7% degli italiani) e solo il 22,8% ha internet (contro il 47,3 degli italiani). Il 46,7% possiede un auto, il 20,1% uno scooter e il 38,6% una bicicletta.
Con una media di 17,3 ore di “tempo libero” settimanali, il 65,1% preferisce incontrare parenti e amici, il 41% guarda la tv, e il 28,6% riposa. Il 40,6% guarda un telegiornale tutti i giorni mentre il 16,3% legge un quotidiano giornalmente, il 17,2% 3-4 volte a settimana, il 21,1% 1-2 volte a settimana e il 45,4% mai o quasi mai. Il 28,6% degli immigrati legge giornali free press, il 32,3% li legge gratuitamente nei bar e il 20,4% li compra.
Come vedono l’immigrazione – Gli immigrati, al pari degli italiani, sono poco informati sul fenomeno migratorio in Italia. Il 65% non ha idea di quanti siano gli immigrati presenti oggi sul territorio nazionale e solo una minoranza riconosce la cifra reale di 2,5 milioni (1,2 %) - 3 milioni (5%). La maggior parte preferisce frequentare connazionali (80,4%).
(Alberto Colaiacomo)
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