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26 luglio 2007

A Roma il primo Centro polifunzionale di accoglienza per rifugiati e richiedenti asilo.

Nascerà a Roma il primo Centro polifunzionale di accoglienza in Italia per rifugiati, richiedenti asilo e titolari di permesso per ragioni umanitarie. Il complesso, che aprirà il prossimo 1 ottobre, è stato presentato ieri in una conferenza stampa al Viminale dal ministro dell’Interno, Giuliano Amato, accompagnato dal sindaco di Roma, Walter Veltroni e dal prefetto della Capitale, Achille Serra.
La struttura, situata nella zona nord di Roma nel quartiere Boccea-Casallotti, potrà ospitare fino a 400 persone, sia singoli che interi nuclei familiari. All'interno sono previsti diversi servizi: dall'accoglienza alla mediazione linguistica, dal servizio sanitario all'orientamento psicosociale, dall'alfabetizzazione all'orientamento abitativo, all'assistenza formativa e lavorativa all'orientamento socio-legale. Il centro sarà dotato di laboratori multimediali, emeroteca, luoghi di culto, sala intrattenimento, laboratori multiculturali, sala internet, sala cinema e teatro, centro per l'impiego, servizi tirocinio, sportelli d'impresa e sala colloqui.
Il ministro Amato ha spiegato la funzione del centro “che nulla a che fare con i centri di identificazione ed i centri di permanenza temporanea per le espulsioni. È un luogo per accogliere le persone che abbandonano il proprio paese perché perseguitate. È un atto di civiltà accoglierli”. Amato durante la conferenza stampa ha dichiarato che nei prossimi consigli dei ministri, previsti il 27 luglio e 3 agosto, verranno approvati in prima lettura gli schemi dei decreti legislativi di attuazione delle direttive comunitarie relative allo status di rifugiato e di richiedente asilo “il che, a cose fatte, permetterà di avere buona parte della disciplina sul diritto di asilo che la nostra costituzione richiede”.
Il sindaco di Roma, Walter Veltroni, ha sottolineato che il Centro sarà “un luogo di accoglienza per favorire processi di integrazione e formazione. Il nostro è un modello senza precedenti. Per far si che questi cittadini si integrino occorre che il tessuto sociale si apra a loro, da qui nasce questo progetto”.
(Al. Col.)





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