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No all’arresto del clandestino che ha violato l’ordine del questore perché non ha sufficiente denaro per il viaggio.

In realtà, il cittadino marocchino che il Tribunale di Torino ha assolto in questi giorni, non è proprio un mendicante. Infatti, stando a quanto si legge sulla notizia riportata ieri da ADUC, la giustificazione che ha convinto i giudici piemontesi a non applicare la condanna a cinque mesi e dieci giorni richiesta dal pubblico ministero, è stata quella di disporre di solo 200 euro mensili, perché il resto del salario percepito viene in parte speso per l’affitto di un posto letto ed in parte inviato alla famiglia in Marocco.
La legge stabilisce che lo straniero colpito da un decreto di espulsione deve essere accompagnato immediatamente alla frontiera. Se non è possibile l’accompagnamento deve essere trattenuto presso un cpt. Se neppure questa misura può essere adottata, il questore deve emettere un decreto con il quale si ordina allo straniero di lasciare l’Italia entro cinque giorni. Se lo straniero non esegue l’ordine commette un reato per il quale è previsto l’arresto immediato e la condanna ad una pena da uno a quattro anni di reclusione, a meno che adduca un motivo serio che giustifichi l’impossibilità di ottemperare al decreto del questore.
Il Tribunale di Torino ha accolto le giustificazioni del giovane marocchino che ha spiegato di trovarsi in Italia da un anno e undici mesi e di lavorare dodici ore al giorno, guadagnando 150 euro alla settimana, gran parte dei quali è inviata alla madre in Marocco.
Questa sentenza sembra discostarsi dall’orientamento della Corte di Cassazione secondo la quale il “giustificato motivo” opera solo in presenza della condizione di concreta inesigibilità dell’ottemperanza, e non di una mera difficoltà di adempiere. Se la mancanza di denaro costituisca un giustificato motivo – ha sostenuto la Corte nel 2006 - è un accertamento che il giudice di merito deve operare nel caso concreto tenendo in considerazione ogni tipo di attività svolta in Italia, il tempo di permanenza e soprattutto il costo del viaggio.
(M.M.)





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