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30 luglio 2007
Unioncamere: crescono i “padroncini” tra gli immigrati.
Imprenditori soprattutto per realizzare un sogno di indipendenza e autoaffermazione, ma anche perché è più facile trovare un lavoro. Così si possono spiegare le oltre 218 mila imprese gestite da cittadini non comunitari alla fine dello scorso giugno. E’ il dato comunicato da Unioncamere sulla base di Movimprese, la rilevazione trimestrale condotta sul Registro delle Imprese da InfoCamere, la società consortile di informatica delle Camere di Commercio italiane.
Nello studio, l’impresa individuale si conferma uno strumento importante per l'integrazione degli immigrati residenti in Italia. Nel secondo trimestre dell'anno sono state 10.958 le imprese individuali aperte da persone nate al di fuori dei confini dell'Unione Europea, a fronte delle quali 4.770 hanno chiuso i battenti. Un saldo positivo di 6.188 imprese che ha portato il totale delle imprese individuali gestite da titolari immigrati a 218.467 unità, il 2,9% in più rispetto al primo trimestre e il 9,1% in più rispetto al valore del giugno 2006.
Un comparto dell’imprenditoria notevolmente dinamico se confrontato al totale delle imprese italiane che, nel corso degli ultimi dodici mesi, sono diminuite di 4 mila unita (0,1%).
Nel secondo trimestre del 2007 i cinesi sono stati gli iscritti più numerosi tra gli stranieri (1.865 nuovi titolari) seguiti dai marocchini (1.683) e albanesi (1.568). Le iscrizioni nel periodo aprile-giugno si concentrano per oltre il 40% nelle costruzioni (2.555 unità), dal commercio (1.716) e, più a distanza, nelle attività manifatturiere (842 imprese).
Per informazioni: www.infocamere.it
(Al. Col.)
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