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9 maggio 2007
Assegno sociale: spetta ai cittadini del Marocco anche se non hanno la carta di soggiorno.
L’assegno sociale è una prestazione di natura assistenziale che è riservata ai cittadini italiani, ai cittadini della Repubblica di San Marino, ai rifugiati politici, ai cittadini di uno Stato dell'Unione europea ed ai cittadini extracomunitari che hanno ottenuto la carta di soggiorno o il permesso di soggiorno CE per lungosoggiornanti..
Per ottenere l’assegno sociale è necessario aver compiuto 65 anni , risiedere in Italia e possedere un reddito pari a zero o di modesto importo.
I redditi devono essere inferiori ai limiti stabiliti ogni anno dalla legge e variano a seconda che il pensionato sia solo o coniugato. Se è coniugato si tiene conto anche del reddito del coniuge.
Per il 2007 tali limiti sono pari a € 5.061,68 annui se il pensionato è solo, € 10.123,36 annui se è coniugato.
L'importo dell'assegno viene stabilito anno per anno ed è esente da imposta. Per il 2007 è pari a € 389,36. L'assegno non è esportabile e pertanto si perde se l'interessato si trasferisce all'estero. L'assegno non è reversibile e quindi non può essere trasmesso ai familiari superstiti.
D’ora in avanti, però, si dovrà tenere conto di una recentissima sentenza della Corte di Giustizia delle Comunità europee intervenuta in una vertenza tra Belgio ed una cittadina marocchina che reclamava la concessione da parte dell’Office national des pensions (ONP), dell’assegno minimo garantito per le persone anziane previsto dalla normativa belga, corrispondente al nostro assegno sociale.
Infatti per la Corte di Lussemburgo poiché non vi è alcun dubbio che una prestazione come il reddito minimo garantito per le persone anziane, il quale mira ad assicurare un minimo di mezzi di sussistenza alle persone che abbiano almeno 65 anni di età e dispongano di risorse inferiori ad un tetto massimo prestabilito, rientra nel settore della «previdenza sociale», si deve osservare quanto stabilito dall’accordo di associazione tra Marocco e Comunità europea firmato a Bruxelles il 26 febbraio 1996 e approvato con la decisione del Consiglio e della Commissione il 24 gennaio 2000.
In base a questo accordo i cittadini marocchini che abbiano raggiunto i 65 anni di età e risiedano legalmente nel territorio di uno Stato dell’Ue, a condizione che abbiano esercitato un’attività di lavoro dipendente nello Stato membro, o che siano familiari di un lavoratore di cittadinanza marocchina che è od è stato occupato nel medesimo Stato, hanno diritto alla corresponsione dell’assegno sociale e, per quanto riguarda l’Italia, anche se sono sprovvisti della carta di soggiorno.
(M.M.)
Omosessuale albanese ottiene lo status di rifugiato dalla Commissione territoriale.
A Pistoia è stato concesso lo status di rifugiato ai sensi dell’art. 1 della Convenzione di Ginevra a un cittadino albanese omosessuale, in quanto nel suo paese è in pericolo la sua incolumità fisica e psichica. Questo sembra essere il primo caso in Italia di questo tipo, mentre in Europa un caso simile si è verificato in Svezia, dove è stato concesso lo status di rifugiato ad un albanese con la motivazione che in Albania le persone omosessuali subiscono minacce, anche di morte.
Un contributo sostanziale per raggiungere questo risultato è arrivato dall’Associazione Arcigay Toscana e dal Centro Antidiscriminazione della Provincia di Pistoia.
Il Centro, attivato dall’Assessorato alle politiche sociali della Provincia di Pistoia nell’ambito del progetto “Immigra” (progetto sostenuto dalla Regione Toscana nell’ambito dell’accordo di programma denominato “Toscana Sociale”), in collaborazione con i Comuni e le Associazioni degli immigrati e del volontariato sociale, è un servizio finalizzato alla osservazione, informazione e assistenza alle vittime delle discriminazioni per ragioni di nascita, cittadinanza, origine etnica, appartenenza ad una minoranza nazionale, sesso, età, colore della pelle, lingua, religione, ceto sociale, handicap, orientamento sessuale, convinzioni personali, opinioni politiche o di qualsiasi altra natura.” La sede del Centro si trova nel palazzo della Provincia di Pistoia in piazza S. Leone. Maggiori informazioni in www.gay.it/channels/view.php?ID=22805
(Red)
Ministero dell’Interno. Conclusione del “Progetto di formazione formatori per immigrati Limenform”.
Il 30 marzo scorso si è concluso il Progetto Limenform - Scuola di Formazione delle Polizie di Frontiera dei Paesi Terzi della Direzione Centrale dell’Immigrazione e della Polizia delle frontiere, del Ministero dell’Interno, diretta dal Prefetto Angela Pria.
Il progetto è stato avviato, attraverso la Società Sistemform, nel maggio 2006 e ha visto per la prima volta in Italia la formazione da parte di operatori specializzati del Ministero dell’Interno di 40 cittadini stranieri immigrati residenti in Italia.
La selezione dei partecipanti ha nuovamente dimostrato l’alto livello d’istruzione di una parte degli immigrati presenti in Italia. Si sono candidati 1200 persone provenienti da circa 20 nazioni e tutte in possesso di elevati livelli d’istruzione ed esperienza professionale nei paesi d’origine.
Il corso residenziale di quattro mesi tenutosi presso l’Istituto di Formazione della polizia di Stato di Nettuno (RM) ha permesso il trasferimento ai 40 partecipanti di competenze tecniche specialistiche su materie inerenti il controllo e la gestione delle frontiere.
Con la realizzazione di questo Programma il Governo italiano ha investito su un nucleo di stranieri altamente qualificati provenienti da tre aree geografiche: i paesi di lingua araba, i paesi dei balcani occidentali e la Romania.
Gli stranieri formati sono i primi a entrare a far parte di una lista di esperti formatori che il Ministero dell’Interno utilizzerà per le attività formative da svolgere sia in Italia che nell’ambito di progetti di cooperazione bilaterale con i paesi confinanti. In questo ultimo caso proprio la formazione rivolta ai corpi di polizia di frontiera verrà fornita nella lingua madre dei 40 immigrati partecipanti al Progetto Limenfom.
(Limenform)
Roma: Conferenza “Uscire dal silenzio”
Venerdì 18 maggio alle ore 16,30 si svolgerà la conferenza Uscire dal silenzio, organizzata da AltrastoriA, Associazione per la mediazione e la cooperazione interculturale. Interviene per “Il genocidio degli armeni” il prof. Mario Scarpelli e per “Porrajmos: l'olocausto dimenticato” il dott. Alessandro Pistecchia. La conferenza si svolgerà presso il Liceo Scientifico "Isacco Newton" di Roma in Viale Manzoni, 47 (ampio parcheggio). Si rilascia attestato di frequenza.
Per maggiori informazioni: www.altrastoria.net
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