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16 maggio 2007

* Festa ebraica: Yom Jerushalaim - Festa di Gerusalemme
(fonte: Calendario interculturale 2007, Sinnos Editrice) *

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Automobilisti comunitari e loro familiari extracomunitari. Immatricolazione delle vetture quando soggiornano per più di tre mesi.

Il codice della strada stabilisce che gli autoveicoli, motoveicoli e rimorchi immatricolati in uno Stato dell’Unione europea o acquistati in Italia ed appartenenti a cittadini comunitari che abbiano, comunque, un rapporto stabile con il territorio italiano, sono immatricolati in Italia a condizione che al momento dell’immatricolazione l’intestatario dichiari un domicilio legale presso una persona fisica residente in Italia o presso uno dei soggetti di cui alla legge 8 agosto 1991, n. 264.
A seguito dell’entrata in vigore del decreto legislativo n. 30/2007 che ha introdotto l’obbligo dell’iscrizione anagrafica in luogo della carta di soggiorno CE per i cittadini comunitari, il Ministero dei trasporti ha chiarito con una circolare del 14 maggio che d’ora in avanti questa disposizione si applica ai cittadini dell’Unione europea ed i loro familiari extracomunitari che soggiornano in Italia per più di tre mesi e che quindi non occorre più l’elezione di domicilio presso una  persona fisica residente in Italia ovvero presso  uno Studio di consulenza automobilistica.
Nel caso di soggiorni di durata fino a tre mesi,  invece, non sussistono i presupposti per l’immatricolazione con targa nazionale, né per il trasferimento della proprietà di veicoli in capo ai cittadini comunitari soggiornanti, ivi compresi  i familiari al seguito che siano cittadini comunitari od extracomunitari.
Nell’ipotesi di soggiorni di durata sino a tre  mesi non sussistono nemmeno i presupposti per il rilascio della patente di guida, dei certificati  di abilitazione professionale e della carta di qualificazione del conducente.
(M.M.)


Roma: protocollo d’intesa tra il Comune e la Comunità cinese.

La scorsa settimana il Comune di Roma e la Comunità cinese hanno firmato un protocollo d’intesa per promuovere un equilibrato percorso d’integrazione e di coesione sociale. Il Comune ha proposto “l’adozione di una mediazione che aiuti l’attivazione di processi di scambio, di dialogo, di confronto, di ascolto attivo”, per evitare la nascita di conflitti interculturali. La Comunità cinese si impegna a partecipare attivamente insieme ai residenti italiani ad aumentare il senso di appartenenza alla comunità. Il comune e i suoi residenti, italiani e stranieri, dovranno cercare di evitare la creazione di ghetti etnici, e favorire l’aumento dei luoghi di “contaminazione interculturale in un contesto di legalità e di valorizzazione delle diversità”.
Con questo protocollo, la Comunità cinese si impegna a seguire le seguenti regole:
- rispettare rigorosamente le leggi italiane e lavorare nel rispetto della legalità, continuando ad educare e a formare le nuove generazioni a tali principi;
- riqualificare le insegne e l’allestimento dei negozi impegnandosi a installare le insegne con scritta in alto in lingua italiana ed in basso in cinese, entro 90 giorni dalla firma del presente protocollo d’intesa;
- adeguarsi alle nuove regole di carico e scarico merci;
- rispettare le regole di raccolta degli imballaggi;
- attenersi alle regole di divieto di vendita all’ingrosso impegnandosi nella diversificazione commerciale;
- concordare con gli altri commercianti non cinesi un responsabile di strada che si occupi del decoro della strada stessa. Collaborare con tutti i responsabili di strada affinché essi contribuiscano con apposito contratto di servizio con l’AMA a migliorare la pulizia del quartiere;
- lavorare per l’integrazione culturale con i cittadini italiani ricercando congiuntamente tutte quelle forme di collaborazione culturale e sociale che producano senso di appartenenza e coesione sociale;
- favorire, nelle aree di residenza cittadina, l’interazione e l’integrazione culturale, evitando la diffusione di comportamenti tesi alla formazione di nuovi quartieri monoetnici.
Dall’altro lato, il Comune di Roma s’impegna sui seguenti punti:
- agevolare il più possibile l’integrazione culturale e sociale della Comunità cinese adottando regole certe e difendendo la dignità delle persone che vi appartengono;
- favorire, nelle aree di residenza cittadina, soluzioni urbanistiche e abitative tese ad evitare la formazione di nuovi quartieri monoetnici;
- agevolare la permanenza e l’integrazione della Comunità cinese attraverso l’attivazione di corsi finalizzati all’apprendimento della lingua italiana e di quanto previsto dalla normativa soprattutto in tema di integrazione, legalità e commercio;
- creare in collaborazione con l’Università di lingue orientali uno sportello di educazione interculturale e alla legalità, formando mediatori di lingua madre cinese, da inserire nel Registro comunale dei mediatori interculturali, per migliorare le conoscenze e favorire lo scambio di informazioni su regole e problematiche fiscali e amministrative;
- prevedere iniziative di alto valore culturale che coinvolgano la Comunità cinese e in particolare le seconde generazioni;
- favorire ulteriormente la riqualificazione delle attività commerciali e artigianali presenti nel rione;
- prevedere controlli urbanistici sulla trasformazione dei negozi attraverso un’opera di consulenza sulla messa in regola degli stessi;
- facilitare maggiormente la comunicazione tra istituzioni e comunità straniere traducendo leggi e regolamenti in lingua cinese.
Il protocollo, redatto in lingua italiana e in lingua cinese, è stato firmato dal Sindaco di Roma Walter Veltroni e Chen Shao Min per la Comunità cinese, alla presenza del Consigliere dell’Ambasciata cinese in Italia Tao Tugen. L’Assessore Jean Leonard Touadi è stato nominato referente per i rapporti con la Comunità cinese.
Ogni mese il Comune, la comunità cinese e 37 associazioni di quartiere verificheranno il rispetto delle regole del protocollo d’intesa attraverso un tavolo unico.
(C.S.)


CNA: una banca dati on line per conoscere gli adempimenti delle imprese.

Il Governo, attraverso il centro nazionale informatico per le pubbliche amministrazioni, ha attivato - nel portale per le imprese - una finestra attraverso cui reperire le informazioni riguardanti gli obblighi amministrativi delle imprese stesse.
Si tratta della banca dati predisposta da CNA Interpreta e ceduta, dopo apposito bando di gara, alla Pubblica Amministrazione.
E’ uno strumento utile di conoscenza degli obblighi per gli imprenditori, o aspiranti tali, ma non sostituisce il necessario lavoro di consulenza e gestione aziendale.
Attraverso i dati contenuti nella banca dati è possibile definire il procedimento, conoscere le leggi di riferimento, le circolari applicative e tutti gli atti normativi collegati a quel determinato adempimento.
L’indirizzo è www.impresa.gov.it, mentre la finestra attraverso la quale entrare nella banca dati è situata in basso a destra, sotto la denominazione “Suggerimenti, Informazioni e Riferimenti (S.I.R.) per orientare le imprese nel mondo degli adempimenti amministrativi”. (Fonte CNA)


Emilia Romagna: servizio civile per giovani stranieri.

Novanta posti (una cinquantina in più rispetto a quelli messi a disposizione dal bando 2005) per i giovani stranieri, residenti o domiciliati in Emilia-Romagna, che vogliono fare il servizio civile.
La Giunta regionale ha approvato, con uno stanziamento di circa 500mila euro, il nuovo bando per la presentazione dei progetti predisposti dagli enti iscritti all’albo regionale del servizio civile, rivolti espressamente ai cittadini stranieri di età compresa tra i 18 e i 28 anni.
La durata del servizio civile regionale varia dai 10 ai 12 mesi e prevede un impegno non inferiore alle 25 ore settimanali (per un riconoscimento di 360 euro mensili).
Per partecipare al bando gli enti devono presentare i progetti in Regione (Servizio Programmazione e sviluppo del sistema dei servizi sociali, viale Aldo Moro 21, 40127 Bologna) entro le 13 di venerdì 15 giugno 2007.
Sulla base dei progetti approvati e finanziati, saranno pubblicati avvisi a cura dei Copresc, che organizzeranno appositi incontri di presentazione: i giovani stranieri possono così comprendere meglio la proposta ed eventualmente presentare domanda di partecipazione al progetto che più interessa.
(Fonte: Regione dell’Emilia Romagna)


Emilia Romagna: Opuscolo in otto lingue sulla contraccezione.

"La contraccezione. Conoscere per scegliere": con questo titolo si aprono un opuscolo in otto lingue - italiano, albanese, arabo, cinese, inglese, rumeno, russo, spagnolo - e sette schede di approfondimento, per fornire alle donne le informazioni necessarie per scegliere, se lo vogliono, il proprio metodo contraccettivo.
L'opuscolo, in distribuzione a partire dalle prossime settimane nei Consultori familiari, negli Spazi donne immigrate e loro bambini, negli Spazi giovani, nei reparti di ostetricia, pubblicato per la prima volta nel 2000, aggiornato e ristampato nel febbraio di quest'anno, si rivolge in particolare alle donne straniere che vivono nella Regione per favorire una corretta conoscenza dei metodi di contraccezione e la eventuale scelta del metodo più adatto alle esigenze di ciascuna e della coppia.
Le schede contengono informazioni più approfondite sui singoli metodi contraccettivi; le operatrici e gli operatori dei Consultori forniscono alla donna la scheda che riguarda il metodo contraccettivo verso cui è orientata. Le pubblicazioni forniscono prime informazioni. Per chiarire dubbi e problemi, le donne e le coppie sono invitate a rivolgersi alle operatrici e agli operatori dei Consultori familiari e degli Spazi donne immigrate e loro bambini, anche attraverso le mediatrici culturali presenti. È infatti nella relazione che le donne e le coppie possono trovare ascolto e risposte esaurienti. Gli opuscoli possono essere scaricati dal sito: www.saluter.it .
(Fonte: Servizio sanitario regionale Emilia Romagna)





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