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22 maggio 2007

* Festa nazionale nello Yemen.

- Festa ebraica: Vigilia di Shavuot. Inizio festa solenne.
(fonte: Calendario interculturale 2007, Sinnos Editrice) *

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Ricongiungimenti e “Dico” in Germania.

In Germania i familiari che sono generalmente autorizzati a ricongiungersi sono il coniuge, i figli del richiedente ed in determinati casi anche altri familiari.
I coniugi hanno diritto al ricongiungimento se il coniuge che si trova in Germania è già in possesso di un permesso di residenza che viene concesso di norma dopo cinque anni di soggiorno; in alcuni casi è sufficiente il permesso di soggiorno, come per i rifugiati, oppure se il matrimonio era stato contratto prima dell’arrivo in Germania del congiunto e il soggiorno durerà prevedibilmente più di un anno. Laddove i suddetti requisiti non sussistono (ad es. il matrimonio è stato contratto dopo l’arrivo in Germania) le autorità possono decidere a propria discrezione se autorizzare o rifiutare il ricongiungimento.
I figli hanno diritto al ricongiungimento entro il compimento del 16° anno di età se entrambi i genitori o il genitore che da solo esercita la patria potestà, siano in possesso di un permesso di soggiorno oppure di un permesso di residenza. I figli minorenni che hanno già compiuto 16 anni hanno diritto al ricongiungimento se conoscono bene la lingua tedesca oppure se risulta evidente la loro capacità di integrazione nella società tedesca. Ciò vale anche quando il minore si trasferisca in Germania con i propri genitori, o con il genitore che esercita da solo la patria potestà, ed entrambi i genitori o il genitore solo, siano in possesso di un permesso di soggiorno o di un permesso di residenza. I figli minorenni di rifugiati hanno diritto al ricongiungimento fino al 18° anno di età. Per i figli minorenni che non soddisfano i requisiti di cui sopra, l’Ufficio stranieri può decidere a propria discrezione. Tuttavia in tali casi il ricongiungimento può essere autorizzato soltanto per far fronte a casi limite.
In casi particolari è prevista l’autorizzazione al ricongiungimento anche di altri familiari, come ad es. nonni oppure figli maggiorenni. Tuttavia ciò è condizionato da requisiti molto restrittivi. Deve trattarsi di “estremi” casi limite che possono sussistere quando uno dei due familiari (quello residente in Germania oppure quello residente all’estero) ha bisogno dell’assistenza dell’altro in quanto affetto da malattia oppure perché molto anziano.
La Germania riconosce ai rapporti di convivenza (“Lebenspartnerschaften”), anche contratti tra coppie dello stesso sesso, valore simile all’unione matrimoniale. Perciò i partner stranieri legati da un’unione di questo tipo al cittadino tedesco o al cittadino straniero godono fondamentalmente degli stessi diritti in materia di ricongiungimento familiare che la legge riconosce ai coniugi.
(M.M.)


Emilia Romagna: nuove regole per i phone center.

L’Assemblea legislativa dell’Emilia Romagna ha approvato con la deliberazione n. 37/2007 le disposizioni in materia di distribuzione commerciale, che regolamentano anche i phone center. I centri di telefonia dovranno rispettare le stesse regole previste per gli altri esercizi commerciali, come i requisiti igienico-sanitari necessari per l’attività, la tutela della quiete pubblica e delle condizioni di vivibilità delle aree limitrofi, il rispetto degli orari fissi e delle festività. Le sanzioni riguardanti le violazioni di questi punti sono le stesse previste per gli altri esercizi commerciali. I phone center dovranno dare comunicazione di inizio attività al comune di appartenenza, richiedendo l’autorizzazione alla vendita di eventuali prodotti alimentari e farmaceutici. Entro un anno i centri di telefonia già esistenti sul territorio dovranno inoltrare al comune richiesta di autorizzazione per poter continuare a svolgere l’attività. Entro due anni dall’entrata in vigore delle disposizioni comunali in materia, il comune valuterà la concessione dell’autorizzazione in base ai requisiti dell’esercizio, rilasciando un’autorizzazione, anche a tempo determinato, per permettere l’adeguamento alle nuove disposizioni. Nell’autorizzazione il comune potrà imporre gli orari di funzionamento del phone center o eventuali limitazioni alle attività accessorie del locale.
(C.S.)


Alessandria: le "Giornate Multietniche".

Il Consiglio Territoriale per l’Immigrazione della Prefettura di Alessandria organizza anche quest’anno la sesta edizione delle “Giornate Multietniche” per realizzare occasioni di incontro tra le diverse realtà etniche presenti sul territorio e promuoverne la conoscenza.
Le “Giornate Multietniche” hanno avuto inizio il 12 maggio quando circa 250 studenti delle scuole medie e superiori si sono incontrati al liceo Scientifico di Alessandria a conclusione di un progetto per l’educazione contro il razzismo per confrontare le rispettive idee sull’argomento, con l’aiuto di due validi esperti del settore.
L'appuntamento successivo è previsto per domani 23 maggio quando sette scuole di diverso ordine e grado presenteranno i progetti realizzati nel corso dell’anno scolastico rivolti a migliorare l’integrazione scolastica degli alunni stranieri. Si tratta di alcuni dei molti progetti realizzati sul territorio provinciale, che per le loro caratteristiche possono rientrare tra le cosiddette “buone pratiche” in quanto a efficacia, ripetibilità, relativa semplicità e basso costo.
Si prosegue l’8 giugno con una conferenza sulla complessa questione del riconoscimento dei titoli di studio rilasciati all’estero, con particolare riferimento a quelli delle professioni paramediche.
Le “Giornate” si concluderanno il 9 giugno con un appuntamento più “leggero” costituito da una festa vera e propria con esibizioni di gruppi teatrali e musicali.
Queste iniziative sono state realizzate con la fondamentale partecipazione del Comune e della Provincia di Alessandria oltre che della apposita commissione costituita in seno al Consiglio territoriale, nonché con il determinante contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Alessandria.
(Fonte: Ministero dell’Interno)


Trento: 8ª edizione della Festa dei popoli.

L'Arcidiocesi di Trento organizza a Trento in Piazza Fiera dal 27 al 28 maggio 2006 l’8ª edizione della Festa dei popoli. Scopo dell'iniziativa è quello di coinvolgere tutta la comunità senza distinzioni di razza, di lingua di cultura e di religione, aprendo spazi in cui ciascuna persona, ciascun popolo possano trovare i modi più opportuni per far crescere la gioia di tutti con la propria originalità, con il dono di qualche aspetto caratteristico della propria cultura, tradizione, vita. Per conoscere e apprezzare qualità, valori, capacità di altri popoli ormai presenti in mezzo a noi e gustare la gioia della diversità che ci rende più ricchi, più veri.

PROGRAMMA
VENERDI 11 MAGGIO
Teatro S. Marco (Trento - V.S. Bernardino) - ore 20.30 visione di un film sull'immigrazione con dibattito sul tema: GIOVANI IMMIGRATI COSTRUENDO IL FUTURO PROPRIO E DEL TRENTINO

SABATO 26 MAGGIO - Piazza Fiera
ore 15.00 ritrovo in piazza
ore 15.30 giochi del mondo nel giardino della Curia;
conduce Gianko Nardelli
ore 20.30 concerto gruppi etnici

DOMENICA 27 MAGGIO - Piazza fiera
ore   9.30 Corale Canezzaore
ore 10.30 sfilata dei Popoli per le vie della città
accompagnati dal Gruppo Strumentale di Lavis
ore 12.00 saluto dell'Arcivescovo e delle autorità
ore 12.30 pranzo
ore 14.00 i Popoli si presentano
(canti - danze - poesie da tutto il mondo)
Per tutta la durata della Festa funzionerà un servizio bar.


Tratta e prostituzione. Se ne parla a Torino al convegno "Luna e i falò”.

Nell’ambito delle iniziative per l’Anno Europeo delle Pari Opportunità, la Regione Piemonte organizzerà, giovedì 7 giugno presso il Centro Incontri di corso Stati Uniti, un convegno dal titolo “Luna e i Falò. Il mercato in-visibile: tratta e prostituzione”. L’evento sarà l’occasione per approfondire le regole del dilagante fenomeno dello sfruttamento delle donne migranti ai fini della prostituzione.
La violazione sistematica dei diritti umani delle donne costrette a prostituirsi sui marciapiedi del nostro Paese è un problema in crescita, non solo a Torino ma in tutte le grandi città italiane. L’analisi di questa realtà, tuttavia, non è agevole per la difficoltà di delineare un quadro che definisca i confini del fenomeno. Combattere questa piaga significa, infatti, fare i conti con una realtà in gran parte sommersa, che spesso s’intreccia alla più vasta problematica della lotta alla criminalità organizzata e alla immigrazione clandestina. Il tutto è aggravato in Piemonte dalla mancanza di un osservatorio specifico, in grado di incrociare le rilevazioni effettuate dalle diverse associazioni e di fornire stime attendibili e condivise.
Secondo uno schema innovativo che si sviluppa in tre momenti di discussione e confronto, il convegno sarà dunque l’occasione per mettere al tavolo tutti gli attori impegnati nell’azione di contrasto contro lo sfruttamento delle donne migranti ai fini della prostituzione, dai rappresentanti del Governo e delle istituzioni alle forze dell’ordine, dalle università alle associazioni laiche e religiose che operano non solo in Piemonte ma su tutto il territorio nazionale. Il dibattito sarà inoltre arricchito dal contributo di testimonianze dirette delle ragazze vittime di tratta e dalla presentazione di una ricerca interregionale commissionata dalla Regione Piemonte in collaborazione con il Piam onlus di Asti per mettere a fuoco i nuovi aspetti che contraddistinguono il fenomeno della tratta.
A partire dal dibattito che si svolgerà a Torino, il convegno del 7 giugno si presenta dunque come una prima occasione concreta per cominciare a costruire una rete funzionale di soggetti (che in futuro potrà essere coordinata dalla Regione, sull’esempio di quanto accade già in altri territori) capace di sviluppare, a partire dalle esperienze in corso, un metodo di lavoro condiviso e un’azione di contrasto alla tratta sistematica e per questo più efficace rispetto alle pratiche messe in campo fino ad oggi.
Info: www.stoacomunicazione.it .



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