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29 maggio 2007

* Festa baha’i, Ascensione di Bahà’ù’llàh. Giorno commemorato solennemente con riunioni e discorsi appropriati e col canto di preghiere e Tavole.
(fonte: Calendario interculturale 2007, Sinnos Editrice) *

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Malta rifiuta salvataggio e sbarco dei naufraghi. Le preoccupazioni del CIR.

Il CIR esprime fortissima preoccupazione per la situazione delle 26 persone soccorse dal peschereccio spagnolo Monfalcon, che attualmente si trovano a poche miglia dalla costa maltese. Malta ha l'obbligo internazionale di autorizzare immediatamente lo sbarco di queste persone e sarebbe colpevole per ogni vita umana persa. Una eventuale distribuzione di questi naufraghi in altri Paesi dell'Unione Europea si può e si deve discutere successivamente. Il comportamento maltese, un paese da 3 anni membro dell'Unione Europea, e quindi vincolato in modo particolare da tutte le norme comunitarie, è una vergogna per tutto il continente.
Il CIR rimane tuttora allarmato per la sorte di altri 53 cittadini africani avvistati su un'imbarcazione una settimana fa dalle forze militari maltesi e da allora scomparsi nel nulla.
La condivisione degli oneri e la solidarietà necessaria con un piccolo Paese come Malta è e deve essere affrontata urgentemente in sede comunitaria, però questo non può in ogni modo essere una scusa per non rispettare le regole elementari di qualunque società civile che impongono di salvare in primo luogo le vite dei naufraghi.
D'altra parte, in una nota odierna ai Ministri dell'Interno e della Difesa il CIR ha dato il suo apprezzamento per il salvataggio dei 27 cittadini africani con l'impiego del pattugliatore Orione della Marina Militare Italiana.
"L'azione della Marina Italiana in acque libiche ha finalmente messo fine all'odissea di uomini da giorni aggrappati ad una gabbia per tonni trainata dalla nave maltese Budafel. I Sudanesi e i cittadini di 5 diverse Paesi dell'Africa occidentale rischiavano la loro vita, mentre le autorità maltesi e libiche stavano ancora discutendo di chi fosse la responsabilità del salvataggio.
È a dir poco inquietante che in pochi giorni, ad estate non ancora iniziata, abbiamo assistito nel canale di Sicilia ad una nave scomparsa, a uomini lasciati in acqua per giorni e a naufraghi sospesi in navi che non vengono accolti a terra" ha dichiarato Christopher Hein, Direttore del CIR.
(Fonte: CIR)


La Romania liberalizza l’accesso al suo mercato del lavoro per i cittadini Ue.

La Romania ha liberalizzato l'accesso sul mercato del lavoro per i cittadini di tutti gli Stati dell'Unione Europea, incluso degli Stati che hanno imposti restrizioni in questo senso ai lavoratori romeni, secondo il ministro del Lavoro, della Famiglia e delle Pari Opportunità, Paul Pacuraru.
"Ho informato il Commissario europeo per l'occupazione, affari sociali e pari opportunità, Vladimir Spidla, su questa decisione, dopo averne parlato con il primo ministro. Non c'è più bisogno di una notifica alla Commissione Europea, che sarebbe stata necessaria soltanto se la Romania avesse imposto restrizioni sul mercato del lavoro", ha dichiarato lunedì il ministro Paul Pacuraru. Egli ha detto che i cittadini della UE comunque non "invaderanno" il mercato del lavoro della Romania nel periodo seguente e che l'imposizione di limitazioni non avrebbe fatto che rendere tese inutilmente le relazioni diplomatiche e quelle al livello dei ministeri tra la Romania ed altri Stati membri UE.
Inoltre, ha affermato il ministro del Lavoro, la decisione delle autorità romene di liberalizzazione del mercato del lavoro potrebbe determinare gli Stati che hanno imposto restrizioni per i lavoratori romeni a riconsiderare questa loro posizione nel senso di eliminare le restrizioni o di ridurre il periodo di applicazione.
Il ministro Paul Pacuraru, che partecipa ad una riunione informale dei ministri delle Pari Opportunità e della Famiglia dell'UE, si è incontrato la scorsa settimana con il commissario europeo Vladimir Spidla, i temi discussi riguardando le priorità in materia di politica sociale e la decisione del Governo romeno di aprire il mercato della forza di lavoro a tutti i cittadini degli stati membri.
Vladimir Spidla si è congratulato con il Governo romeno per la decisione di aprire il mercato alla forza di lavoro, sottolineando il fatto che l'Esecutivo europeo è il promotore della libera circolazione delle persone e, specialmente, dei lavoratori.
Il responsabile europeo ha asserito che in Romania ci saranno dei miglioramenti visibili nell'insieme del mercato della forza di lavoro similmente agli Stati che hanno aderito nel 2004.
Dal primo gennaio del 2007, gli stranieri provenienti da Stati che non hanno limitato l'accesso dei lavoratori romeni hanno avuto accesso libero sul mercato del lavoro della Romania, pero quelli che provenivano da Stati che hanno imposto restrizioni avevano bisogno di permesso di lavoro per essere assunti in Romania.
Cittadini di 98 Stati, da tutte le parti del mondo, lavoravano legalmente, in base al permesso di lavoro, in Romania, alla fine del mese di marzo. I più numerosi sul mercato del lavoro in Romania sono i turchi - 2.459, i cinesi - 1.414, quelli della Repubblica di Moldavia - 1.356, i francesi - 468, i tedeschi - 412, gli italiani - 247, i greci - 164, gli austriaci - 152 ed i libanesi - 145.
I principali settori in cui lavorano gli stranieri sono: commercio - 2.459 posti, produzione - 2.344, i servizi - 1.731, il settore bancario - 994, costruzioni - 680, giochi d'azzardo - 272, il campo culturale/sportivo - 179 e nei trasporti e telecomunicazioni - 133.
(Fonte Ambasciata della Romania a Roma)


Convegno nazionale “Il diritto di asilo in Friuli Venezia Giulia”: presentazione del Protocollo regionale, Udine 11 giugno 2007.

L’Italia non ha ancora una legge organica sul diritto d’asilo; si tratta di una situazione anomala che dura da molti anni e che certamente non fa onore al nostro Paese, chiamato al rispetto del diritto d’asilo sia dalle norme internazionali ed europee che dalla sua stessa Costituzione (art. 10).
Tuttavia, nel corso degli ultimi anni, sono nate e si sono consolidate molte esperienze locali di accoglienza di richiedenti asilo e di rifugiati gestite da associazioni e da enti locali. Da queste esperienze, presenti anche in Friuli Venezia Giulia, è nato il “sistema di protezione ”istituito dalla L. 189/02 quale sistema nazionale pubblico di accoglienza, coordinato dall’ANCI.
Il Piano integrato triennale attuativo della legge regionale sull’immigrazione (LR5/05) prevede la realizzazione di un Protocollo sul diritto d’asilo tra Regione, Enti Locali ed associazioni di tutela avente l’obiettivo di potenziare la rete regionale dei servizi di protezione e di accoglienza dei rifugiati e di fare crescere nelle istituzioni e nella società la consapevolezza dell’importanza di tutelare un diritto fondamentale della persona quale il diritto d’asilo.
Il programma è scaricabile all’indirizzo:
www.fvgsolidale.regione.fvg.it/...


Regione Marche: presentato il progetto “Immensity” per favorire l’imprenditorialità degli stranieri.

Il progetto “Immensity” intende sostenere l’imprenditoria degli immigrati come supporto alla coesione socio-economica e al miglioramento delle condizioni di vita. Il progetto è stato presentato ad Ancona nel corso del meeting internazionale tra i Paesi partner, Macedonia centrale, capofila del progetto, Polonia, Slovenia, Slovacchia, Germania e Albania, promosso dall’assessorato regionale alla Formazione e Lavoro.
Immensity porterà nelle Marche 340 mila euro, quota tra le più alte nella generale dotazione di 1,8 milioni di euro che serviranno, tra l’altro, per realizzare iniziative comuni finalizzate alla creazione di strutture nuove e al potenziamento di quelle esistenti, come gli sportelli informativi e centri per l’impiego.
Per saperne di più:
www.lavoro.marche.it/ProgettiComunitari/Immensity.asp


Le ferie di Licu, l'amore ai tempi dell'immigrazione nel documentario di Vittorio Moroni.

Md Moazzem Hossain Licu è un cittadino bengalese di 27 anni, vive da 8 in Italia, magazziniere in un laboratorio tessile, quando torna in patria per sposare la moglie che i genitori gli hanno scelto. Per due anni ha accettato di essere accompagnato da una troupe in una vita forse non da romanzo, ma che ha conquistato Vittorio Moroni. Il regista valtellinese dapprincipio era interessato alla condizione degli immigrati in Italia, tra sopravvivenza e diritti negati, un contesto dal quale è emerso Licu e il possibile documentario ha trovato, oltre ad un filo narrativo, un'opportunità di cui si è avvalso con assidua discrezione. Non ci sono giudizi nei confronti di Licu, spiato con curiosità ancora più attenta dopo l'arrivo della missiva con le foto di Fancy, che ha 18 anni, e la decisione di andarla a incontrare strappando un mese di ferie non pagate. Licu accetta di essere scortato in Bangladesh da Moroni, che ne registra il cambiamento. Il giovane, che sembrava occidentalizzato, è riassorbito dalla tradizione nel villaggio natale, tra parenti e amici, e dopo il matrimonio, tornato a Roma, persiste nella sostanziale segregazione della moglie che non può lasciare, senza il marito, la casa in cui vive. Senza clamori né sottolineature è una situazione normale per chi la vive assecondando un proprio retroterra, schizofrenica per chi la osserva da un altro versante culturale e sociale. Resta una storia vera che Le ferie di Licu racconta combinando il documentario con il naturale soggetto delle vicissitudini di un giovane e una ragazza che per quanto sposati si devono ancora conoscere. Pur chiedendosi se si può amare senza essersi scelti, Moroni offre loro un beneaugurante bouquet di fuochi d'artificio: sospeso ogni giudizio, il film, produzione indipendente che cerca di sala in sala con coraggiosa ostinazione uno spazio alternativo alla distribuzione commerciale, attesta quali ostacoli si frappongano al cammino dell'integrazione in una così radicale diversità di prospettive. Bernardino Marinoni. Le ferie di Licu di Vittorio Moroni, con Md Moazzem Hossain Licu e Fancy Khanam.
(Fonte: La Provincia di Sondrio)




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