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13 novembre 2007

Acquisto della cittadinanza da parte del minore nato in Italia.
Il 24 novembre entra in vigore in Italia il decreto legislativo n. 206 di attuazione della direttiva 2005/36/CE.


È stato pubblicato nella GU del 9 novembre 2007 il decreto legislativo 9 novembre 2007, n. 206 che attua la direttiva 2005/36/CE relativa al riconoscimento delle qualifiche professionali, nonché la direttiva 2006/100/CE che adegua determinate direttive sulla libera circolazione delle persone a seguito dell'adesione di Bulgaria e Romania.
Il recepimento della direttiva sul riconoscimento delle qualifiche professionali faciliterà la mobilità in Europa per esercitare la propria professione e vedere riconosciuti i propri titoli professionali.
Il testo riguarda, in particolare, le cosiddette professioni "regolamentate", quelle cioè il cui esercizio è consentito solo a seguito dell’iscrizione in albi, registri o elenchi tenuti da amministrazioni o enti pubblici, come medici, ingegneri, architetti, ecc, con l’esclusione delle professioni che comportano esercizio di pubblici poteri (notai).
Il decreto si applica ai cittadini degli Stati membri dell'Unione europea che vogliano esercitare sul territorio nazionale, quali lavoratori subordinati o autonomi, compresi i liberi professionisti, una professione regolamentata in base a qualifiche professionali conseguite in uno Stato membro dell'Unione europea e che, nello Stato d'origine, li abilita all'esercizio di detta professione. Non si applicano, invece, ai cittadini degli Stati membri dell'Unione europea titolari di qualifiche professionali non acquisite in uno Stato membro, per i quali continuano ad applicarsi le disposizioni vigenti.
Il riconoscimento delle qualifiche professionali, operato ai sensi del nuovo decreto, permette di accedere alla professione corrispondente per la quale i cittadini europei sono qualificati nello Stato membro d'origine e di esercitarla alle stesse condizioni previste dall'ordinamento italiano. La professione che l'interessato eserciterà sul territorio italiano sarà quella per la quale è stato qualificato nel proprio Stato membro d'origine, se le attività sono comparabili.
Con il decreto appena approvato l’Italia si pone tra i pochissimi Paesi che finora hanno dato attuazione alla direttiva.
(Red.)






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