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14 novembre 2007
Marche: indagine sulle seconde generazioni.
Presentata una ricerca dell’Università Politecnica delle Marche condotta su un campione di studenti stranieri delle scuole superiori.
24mila immigrati di seconda generazione nelle Marche, figli di cittadini stranieri che si sono trasferiti nella regione nel corso degli anni. Di essi più della metà, 13 mila, sono nati in Italia. A loro è dedicata la ricerca condotta dal Dipartimento di scienze sociali dell’Università Politecnica delle Marche su un campione di 876 studenti stranieri delle scuole superiori di Ancona e Macerata.
L’indagine, finanziata dal Ministero dell’Università e dalla Regione Marche e presentata ieri ad Ancona, è volta a conoscere il comportamento, la struttura familiare, le condizioni socio economiche, le prospettive, e tutto ciò che riguarda i giovani cittadini stranieri.
Basata su interviste, la ricerca ha rilevato diversi livelli di integrazione in rapporto alla famiglia d'origine, alle diverse etnie e al tempo di permanenza in Italia.
Secondo i dati del Ministero della Pubblica Istruzione le maggiori comunità di alunni stranieri nel territorio marchigiano sono cinque: prevalgono gli albanesi (4.124), seguono i marocchini (2.575), poi i macedoni (1.996), i rumeni (1.453), infine i cinesi (1.038). Rispetto al 1999, quando gli studenti stranieri erano l’1,5% del totale, lo scorso anno hanno avuto un’incidenza dell’8,8%.
Tra i tipi di scuole, gli allievi immigrati scelgono prevalentemente gli istituti professionali (46,6%) e gli istituti tecnici (38%), mentre è bassa la presenza nei licei (15%).
Quasi la metà degli intervistati afferma che la scelta di emigrare non ha migliorato la propria condizione economica, avvalorando l'ipotesi che questa sia stata effettuata non tanto per accrescere il proprio status sociale, quanto per mantenerlo, cosa non più possibile in patria. I figli degli operai vogliono, per il 38,8%, svolgere attività autonome e, per il 18,4%, lavorare nel settore terziario. Quelli dei liberi professionisti e degli impiegati ambiscono per il 50% ad un lavoro autonomo. I migliori risultati scolastici vengono raggiunti dagli africani, i peggiori dagli asiatici e dai latinoamericani. I figli delle famiglie o molto ricche o molto povere hanno risultati scolastici migliori, rispetto alle famiglie di reddito medio. In generale l'importanza data allo studio dai ragazzi di origine straniera è maggiore di quella data dagli italiani.
Maggiori informazioni su www.regione.marche.it.
(Al. Col.)
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