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16 novembre 2007

Toscana: indagine sull’accesso degli stranieri al sistema sanitario.
L’Agenzia regionale di sanità evidenzia per le donne straniere, in un sistema sanitario superiore alla media nazionale, carenze non nell’accesso alla sanità ma nell’educazione sanitaria. Un quinto dei bambini nati in Toscana è figlio di donne immigrate.


Il 18% dei bambini nati in Toscana ha una madre straniera immigrata da Paesi ad alta pressione migratoria. È uno dei dati emersi dalla ricerca condotta dall'Agenzia regionale di sanità della Toscana, presentata ieri in occasione della rassegna “Dire&Fare” sull'innovazione nella pubblica amministrazione promossa da Anci Toscana e Regione Toscana.
La ricerca ha indagato sulle differenze di accesso ai servizi sanitari dei cittadini toscani e, complessivamente, ha evidenziato un sistema sanitario superiore alla media italiana.
L'indagine ha cercato, attraverso gli archivi delle Asl, di far emergere eventuali criticità nell’accesso al sistema sanitario generate da differenze o discriminazioni in base al genere, l'età, gli aspetti socioculturali, l'etnia di appartenenza.
Per quanto riguarda l'immigrazione - ha dichiarato Eva Buiatti, direttrice dell’Agenzia di sanità - abbiamo concentrato l'attenzione sulle donne, e in particolare sulla gravidanza”. Sul parto è emerso che le donne straniere, pur usufruendo dei servizi “vi si rivolgono tardi, senza sapere che in gravidanza è importante accedere ai controlli nei primi mesi”.
I ricercatori più che una criticità nei servizi notano una carente educazione sanitaria che, sempre nel caso delle donne, non mancano di sottolineare in particolare nella contraccezione “occorre informare in questo senso, diffondendo anche una migliore conoscenza sui metodi anticoncezionali: tra le donne immigrate è più forte la propensione all'aborto volontario, probabilmente informando meglio sulle possibilità di non avere gravidanze indesiderate questa tendenza si ridurrebbe”.
La ricerca ha evidenziato inoltre che i bambini nati da mamme straniere, un quinto del totale, sono mediamente “sottopeso” rispetto a quelli che nascono da madri italiane e, anche in questo caso, fanno notare una minore “attenzione” alla giusta alimentazione delle mamme durante la gravidanza.
(Al. Col.)



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