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Ue: concluso il vertice Euromed di Albufeira sull’immigrazione tra i paesi dell’Unione e i 12 della sponda sud del Mediterraneo.
Nel documento finale previste misure di cooperazione per l’integrazione dei lavoratori migranti, per il contrasto all’immigrazione clandestina e per favorire lo sviluppo dei Paesi di origine. Si è trattato del primo vertice Euromed sull’immigrazione.


Misure per una migliore organizzazione dell'immigrazione legale, un rafforzamento della cooperazione contro i flussi illegali e attenzione all'impatto che i migranti possono avere sullo sviluppo dei Paesi di origine attraverso agevolazioni in campo finanziario per rimesse e microcrediti. Sono i punti salienti del documento comune sull’immigrazione sottoscritto al vertice di Albufeira (Portogallo) tra i 27 paesi dell’Unione europea e gli altri 12 Paesi che affacciano sul Mediterraneo meridionale.
Il vertice, che si è svolto il 18 e 19 novembre, ha visto la partecipazione dei ministri responsabili per le migrazioni dei 27 - per l'Italia il titolare della solidarietà sociale Paolo Ferrero - e dei governi della sponda sud, Algeria, Marocco, Egitto, Tunisia, Siria, Autorità palestinese, Israele, Giordania, Libano, Turchia, Albania e Mauritania, associati all'Unione dagli accordi Euromed di Barcellona. Al summit è intervenuto per la Commissione europea il vicepresidente Franco Frattini. È stato il primo vertice dell'immigrazione Euromed, fortemente voluto dalla presidenza di turno portoghese, che lo ha inserito tra le priorità del semestre.
La discussione nei due giorni ha affrontato tre sessioni di lavoro: le migrazioni regolari, quelle irregolari e lo sviluppo economico dei Paesi di origine.
Nel documento finale si sono delineate alcune misure sui tre fronti: corsi di formazione professionale e linguistica, nonché campagne di informazione per facilitare l’integrazione nel mercato del lavoro per gli immigrati regolari. Contro l’immigrazione clandestina si è stabilito la definizione di migliori standard di sicurezza per i documenti di identità e di viaggio dei migranti (anche con l'introduzione dei dati biometrici), la formazione all’individuazione dei documenti falsificati e al controllo delle partenze illecite per le polizie, anche attraverso la disponibilità di Frontex, l’agenzia di controllo alle frontiere dell’Ue.
Per lo sviluppo economico il vertice ha individuato sia misure di finanziamento diretto dei Paesi di origine, attraverso la cooperazione ed il credito agevolato, sia riconoscendo come “basilare” il ruolo delle rimesse e impegnandosi a rendere meno costosi i trasferimenti dei migranti.
Il documento finale propone anche di indirizzare parte delle rimesse, su base volontaria, nel rispetto della loro proprietà privata, verso opportunità di sviluppo nei Paesi di provenienza e prevede un possibile co-finanziamento europeo dei progetti di investimento degli immigranti al momento del ritorno nei loro Paesi di origine. Delle opportunità di investimento i migrati saranno informati attraverso un sito internet che Euromed predisporrà appositamente.
La riunione è stata definita “un pieno successo” dal ministro portoghese Rui Pereire e, per il ministro degli affari sociali tunisino Ali Shaouch, portavoce dei Paesi della sponda sud, il vertice di Albufeira ha delineato “un approccio per la prima volta globale” al problema dell'immigrazione fra nord e sud del Mediterraneo. Il ministro alla Solidarietà sociale, Paolo Ferrero, ha sottolineato l’importanza dell’accordo in materia di rimesse che “se lasciate a se stesse, finiscono principalmente nell'acquisto di beni di consumo, e provocano maggiori importazioni nei Paesi di origine”. I progetti mirati, ha specificato il ministro, potrebbero “dirottarne una parte in interventi di potenziamento dell'apparato produttivo, in particolare nel settore delle piccole e medie imprese”.
(Alberto Colaiacomo)



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