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22 novembre 2007

Espulsioni cittadini comunitari: primo bilancio.
Ieri al Viminale una riunione presieduta dal ministro Amato sull'applicazione del decreto legge n. 181.


L'importanza della "continuità" nell'applicazione del decreto legge in materia di espulsione di cittadini comunitari è stata sottolineata dal ministro dell'Interno, Giuliano Amato, che ha presieduto ieri al Viminale una riunione sull'applicazione del provvedimento.
Alla riunione - riporta una nota della sala stampa del ministero - hanno partecipato i prefetti delle città maggiormente interessate, il capo della Polizia prefetto Antonio Manganelli, il capo del Dipartimento per le Libertà civili e l'Immigrazione prefetto Mario Morcone, e il capo del Dipartimento per le Politiche del personale, dell'Amministrazione civile e le risorse strumentali, Giuseppe Procaccini.
L'incontro è servito a fare il punto sull'attuazione delle misure di allontanamento. Tutti i prefetti intervenuti - si legge nel documento - hanno espresso unanime apprezzamento per le nuove norme. È stato, in particolare, sottolineato l'effetto di deterrenza che ha portato a una forte riduzione della pressione in sede locale, con numerosi rimpatri volontari e meno afflussi.
Il ministro Amato ha sottolineato l'importanza, proprio ai fini della deterrenza, della continuità nell'applicazione del decreto, utilizzando le diverse forme di espulsione che derivano dalla direttiva europea; ferma restando la scelta di non operare espulsioni di massa, che violerebbero la normativa europea e i principi del nostro ordinamento.
Il vertice del Viminale con i prefetti era stato preceduto da un’inchiesta del Corriere della Sera del 18 novembre che annunciava che i rumeni espulsi, dall’entrata in vigore del decreto fino al 15 novembre, erano stati 177, molti di meno di quelli dichiarati alla vigilia del provvedimento. Le espulsioni, per cui gli stranieri sono stati imbarcati su aerei, inseriti nei CPT o intimati a lasciare l’Italia, secondo il quotidiano milanese, sono state effettuate principalmente a Bologna con 41 decreti già convalidati e notificati, seguita da Genova con 20, Napoli con 15 e Roma con 11.
(Al. Col.)



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