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23 novembre 2007
I “diniegati”: una ricerca sui loro bisogni e lo status di “trasparenti”.
“Presenze trasparenti” la ricerca sugli stranieri a cui è stata respinta la richiesta di asilo condotta da Caritas di Roma, Casa dei Diritti Sociali, Centro Astalli, Federazione delle Chiese Evangeliche e Progetto casa Verde.
2.658 richieste di asilo politico pervenute alla commissione territoriale di Roma (una delle 7 in Italia ad occuparsi del riconoscimento dello status di rifugiato) e 2.299 esaminate negli ultimi due anni. In totale sono stati 400 ad ottenere lo status di rifugiato, 1.109 i diniegati senza protezione, 627 quelli con protezione, 123 gli irreperibili e 17 i sospesi.
I dati sono contenuti nella ricerca “Presenze trasparenti” condotta dall’Area Immigrati della Caritas diocesana di Roma in collaborazione con la Casa dei Diritti Sociali, il Centro Astalli, la Federazione Chiese Evangeliche e Progetto Casa Verde, nell’ambito di un’indagine promossa dai Centri di Servizio per il Volontariato Cesv e Spes e presentati ieri in una conferenza stampa.
La ricerca, di cui è stata presentata solo l’anticipazione di un lavoro più ampio che terminerà nel 2008, è stata realizzata dalle cinque organizzazioni coinvolte nella cura e assistenza ai rifugiati e richiedenti asilo per cercare di cogliere gli aspetti problematici dei cittadini stranieri a cui è stato rifiutato lo status di rifugiato a Roma e nel Lazio.
Attraverso dei questionari, somministrati a 33 “diniegati” nel periodo luglio-settembre 2007, i ricercatori hanno cercato di individuare le caratteristiche ed i bisogni delle persone a cui viene rifiutato l’asilo politico. Si tratta soprattutto di uomini, tra loro solo una donna proveniente dalla Turchia. La maggior parte è single e provengono da circa 15 nazioni, prevalentemente dal continente africano. Scelgono l'Italia perché è la meta più facilmente raggiungibile considerando che la maggior parte è stata protagonista di “sbarchi”. Il primo contatto lo hanno avuto con le forze dell'ordine, ma solo in 9 hanno avuto il primo alloggio in centri d'accoglienza. Per 13 diniegati l'audizione in commissione è avvenuta entro un mese, in 18 hanno raccontato che la durata del colloquio è stata inferiore a 30 minuti e solo 4 di loro hanno potuto parlare nella loro lingua. Ad essere stati assistiti dall'avvocato sono stati solo in 2 e per 11 di loro l'audizione è stata effettuata davanti ad una commissione monocratica. La ricerca completa è disponibile nel sito www.caritasroma.it
(Al. Col.)
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