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27 novembre 2007

“Escludere gli immigrati dalle cure sanitarie è un pericolo per la salute degli italiani”.
L’allarme è stato lanciato dal presidente della Commissione sanità del Senato, Ignazio Marino, nell’ambito del workshop internazionale “Cultura, salute, migrazioni” dell’Istituto San Gallicano.


Discriminare la popolazione immigrata sul fronte delle cure e dell'accesso all'assistenza sanitaria rappresenta un “pericolo” per la stessa popolazione italiana, con il rischio del ritorno di malattie oggi pressoché debellate in Italia.
L’allarme è stato lanciato dal Presidente della Commissione Sanità del Senato, Ignazio Marino, in occasione del Congresso internazionale Cultura, salute, migrazioni promosso dall'Istituto nazionale per la salute delle popolazioni migranti (Inmp) e dall’Istituto San Gallicano di Roma.
Il Convegno dallo slogan “Gli occhi della libellula”, che si svolgerà fino al 29 novembre presso la sede del CNR di Roma, vede la partecipazione di medici di Italia, Gran Bretagna, Francia, Spagna e Romania che si occupano di medicina transculturale.
Il sottosegretario Marino ha sottolineato nell’intervento introduttivo che in Italia “esistono malattie, come ad esempio l'epatite B, che potranno essere con certezza debellate in quanto la vaccinazione preventiva è estesa a tutti i bambini. Se però non offriamo lo stesso tipo di garanzie anche alla popolazione immigrata, il virus tornerà”.
Il senatore ha poi concluso aggiungendo “non essere generosi con lo straniero, alla fine significa non essere generosi con noi stessi”.
(Al. Col.)



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