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17 ottobre 2007
UE: domani la prima Giornata europea contro il traffico di esseri umani con lo slogan “È tempo di agire”.
Il Consiglio d’Europa organizza un seminario regionale a Belgrado. Frattini: “adoperarsi con determinazione contro lo sfruttamento”.
“È tempo di agire", questo lo slogan con il quale si celebrerà domani la prima Giornata europea contro il traffico di esseri umani. La ricorrenza è stata presentata a Bruxelles da Franco Frattini, commissario UE alla Giustizia, Libertà e Sicurezza.
Ogni anno due milioni e mezzo di persone, soprattutto donne e bambini, sono vittime della tratta degli esseri umani, 500 mila solo in Europa. “Un fenomeno in mano a organizzazioni criminali, che produce un giro d'affari complessivo di 12 miliardi di dollari l'anno” ha affermato Frattini.
Domani l'Europa esprimerà la propria solidarietà alle vittime e con il motto “È tempo di agire” “dovrà adoperarsi con grande determinazione per trasformare il fenomeno da spaventoso traffico a basso rischio e capace di fruttare molto denaro sporco, in un rischio troppo grande da poter correre per ricavarne un reddito troppo scarso” ha sottolineato il commissario alla Giustizia, Libertà e Sicurezza.
In occasione della giornata il Consiglio d’Europa organizza a Belgrado, il 18 e 19 ottobre, un seminario regionale.
“Riconoscere che le prede dei trafficanti di esseri umani, più che immigrati clandestini o criminali, sono prima di tutto delle vittime per questo occorre migliorare le misure di assistenza” saranno questi i temi – si legge in una nota - sui quali oltre cento delegati si confronteranno nella due giorni.
Il seminario avrà inizio alle ore 9.30 con l’intervento di Maud de Boer-Buquicchio, Vice Segretario generale del Consiglio d’Europa e di Dragan Jocic, Ministro serbo dell’Interno.
Durante i lavori si approfondiranno in particolare la Convenzione del Consiglio d’Europa sulla lotta contro la tratta di esseri umani e le misure intraprese a livello nazionale in Albania, Austria, Bosnia-Erzegovina, Grecia, Italia, ex Repubblica jugoslava di Macedonia, Montenegro, Romania, Serbia.
Il Consiglio raccomanda, al fine di tutelare i diritti delle vittime, di offrire a queste un sostegno psicologico e materiale, sicurezza e protezione e di accordare un periodo di ripresa e di riflessione.
Indirizza inoltre a non imporre delle sanzioni alle vittime che siano state costrette a prendere parte a delle attività illecite.
Per informazioni: www.coe.int/trafficking
(Alberto Colaiacomo)
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