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18 ottobre 2007

Italia al settimo posto in Europa per le politiche di integrazione, precede Regno Unito, Francia, Germania e Spagna. Presentato il Migrant Integration Policy Index.

Italia settima in Europa in materia di politiche per l’integrazione e, cosa di maggior rilievo, prima tra i Paesi con i maggiori flussi migratori. Nella speciale classifica del Migrant Integration Policy Index (Mipex) soltanto Svezia, Portogallo, Belgio, Paesi Bassi, Canada e Finlandia fanno meglio del Belpaese nelle politiche migratorie.
Il Migrant Integration Policy Index è, nel suo genere, il più vasto studio riguardante la legislazione Ue sull’immigrazione. Tenta di fornire dati oggettivi e comparabili su alcune questioni politiche, sociali e, spesso, anche emotivamente attuali.
Lo studio, presentato il 15 ottobre al Consiglio d’Europa, misura e mette a confronto l’efficacia e la qualità del trattamento riservato agli immigrati regolari nei paesi europei. A essere analizzate sono le politiche per l’integrazione adottate dai 25 Stati Ue a cui si aggiungono Norvegia, Svizzera e Canada.
La ricerca è realizzata dal British Council in collaborazione con un consorzio di organizzazioni europee che hanno analizzato le politiche di integrazione di 21 milioni di immigrati. Partner italiano dell’iniziativa è la Fondazione Ismu - Studi sulla multietnicità.
Lo studio ha analizzato sei aree principali delle politiche d'integrazione: lavoro, accesso al mercato, ricongiungimento familiare, residenza di lungo periodo, partecipazione politica, protezione da forme di razzismo e discriminazione. Ad ognuna delle voci è stato assegnato un punteggio. Il voto finale per ogni Paese è stato ottenuto dalla media dei sei punteggi.
In base ai risultati è stato possibile classificare gli Stati in «favorevoli» e «sfavorevoli» all'integrazione.
La Svezia è risultato il paese maggiormente “favorevole”, con le politiche più efficaci in materia di immigrazione riportando un punteggio finale pari all'88%. La Lettonia, invece, è il Paese “meno favorevole”, attestandosi al punteggio del 30%.
L'Italia, che ha raggiunto il massimo del punteggio per le politiche d'integrazione collegate al lavoro, dove ha registrato l'88%, presenta un punteggio totale pari al 65%, precedendo Regno Unito, Spagna, Francia e Germania.
Complessivamente, per l’Italia, sono positive soprattutto le politiche adottate in materia di Accesso al mercato del lavoro (88%), Ricongiungimento familiare (79%), e Soggiorno di lungo periodo (67%). Abbastanza bene anche nei settori della Partecipazione politica (55%) e dell’Anti-discriminazione (64%). Totalmente negative le politiche di Accesso alla cittadinanza, che compromettono la media generale: in questo caso l’Italia è il peggior paese (33%) attestandosi agli stessi livelli di Danimarca, Malta, Estonia, Lettonia, Grecia e Austria. Il rapporto completo è consultabile nel sito: www.integrationindex.eu
(Alberto Colaiacomo)



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