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19 ottobre 2007
Ue: il Comitato delle regioni approva all’unanimità il parere “Situazione delle donne migranti nell’Ue” della relatrice Sonia Masini, presidente della provincia di Reggio Emilia.
Il Comitato delle regioni, organo consultivo dell'Ue, ha sottolineato la necessità di un'organica politica europea dell'immigrazione che preveda l'impiego di strumenti coordinati tra Stati membri e comunità locali e regionali. Il Comitato, nella seduta plenaria di ottobre, ha approvato all’unanimità un parere di prospettiva illustrato dalla presidente della provincia di Reggio Emilia Sonia Masini, che invita ad adottare misure coerenti sulla migrazione legale al fine di promuovere l'integrazione degli immigrati che desiderano essere assimilati nel paese di accoglienza e di rafforzare la lotta contro l'immigrazione illegale.
Nel documento, intitolato Situazione delle donne migranti nell'Unione europea, la relatrice Masini sottolinea la necessità di garantire una protezione giuridica efficace contro la discriminazione e di integrare i principi della non discriminazione e delle pari opportunità nelle politiche dell'Unione. Il documento pone l'accento sull'integrazione delle donne, tenuto conto del ruolo svolto dalle madri nell'educare i bambini e nel garantire la stabilità familiare.
Nel parere, richiesto dalla Commissione europea nel quadro dell'Anno delle pari opportunità, viene osservato che l'integrazione implica la condivisione e il rispetto dei doveri e dei diritti fondamentali della persona. Tali diritti e doveri fanno parte del patrimonio giuridico europeo e sono riconosciuti dalla Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell'uomo, dalle tradizioni costituzionali comuni degli Stati membri, dalla Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea e dalla Dichiarazione universale dei diritti umani.
Masini fa poi rilevare la considerevole esperienza maturata dagli enti regionali e locali nelle politiche di accesso al mercato del lavoro e di welfare rivolte alle donne immigrate. Invita quindi gli Stati membri e l'UE a cooperare con le regioni e le città alla definizione di nuove strategie e programmi europei per la promozione dei diritti delle donne migranti.
(Al. Col.)
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