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Prolungata per legge la validità dei permessi di soggiorno in corso di validità? Forse, se il Governo - come sembra - inserirà un’apposita norma in uno dei collegati alla finanziaria.

Il disegno di legge del Governo di riforma della disciplina dell’immigrazione all’esame della Camera dei deputati prevede, tra l’altro, l'allungamento dei termini di validità iniziali dei permessi di soggiorno non stagionali. In particolare stabilisce che il permesso di soggiorno per lavoro subordinato nei casi di lavoro a tempo determinato di durata inferiore o pari a sei mesi avrà durata di un anno, di due anni per un rapporto di lavoro superiore a sei mesi, e di tre anni per un rapporto di lavoro subordinato a tempo indeterminato o autonomo. In occasione del rinnovo la durata sarà raddoppiata e potrà arrivare a sei anni nei casi di lavoro a tempo indeterminato o autonomo.
Occorrerà tempo, molto, prima che il disegno di legge superi il percorso parlamentare.
Sembra però che il Governo sia intenzionato ad anticipare questi effetti con un emendamento da inserire nel ddl collegato alla finanziaria.
Ciò determinerebbe un immediato beneficio per gli stranieri titolari di questi permessi che verrebbero automaticamente prorogati di validità, senza necessità di richiedere il rinnovo alle questure alla loro originaria scadenza. Invece, nei casi dei titoli scaduti al momento dell’entrata in vigore della auspicata legge, le questure provvederebbero al loro rinnovo per una durata di gran lunga superiore a quella attualmente prevista.
Oltre agli innegabili benefici per lo straniero, il provvedimento, se effettivamente varato, contribuirà ad alleggerire il carico di lavoro degli uffici ed a  rendere più solleciti i procedimenti in corso.
Sarebbe comunque auspicabile che la misura non si limitasse ai soli permessi per lavoro ma si estendesse anche ai permessi per motivi di famiglia.
A questo proposito, non si dovrebbe nemmeno trascurare di “sanare” immediatamente l’irragionevole disposizione che oggi impone al minore regolare, al conseguimento della maggiore età, di scegliere obbligatoriamente tra permesso per studio o per lavoro, consentendogli, invece, di mantenere il permesso di soggiorno per motivi di famiglia nei casi in cui si trovi - come accade alla stragrande maggioranza dei giovani italiani - ancora a carico dei familiari.
(R.M.)



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