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22 ottobre 2007
UE: l’agenzia Ansa anticipa la proposta di direttiva di Franco Frattini sulla “blue card” che la Commissione Ue discuterà domani. Sul tavolo anche il provvedimento per unificare i permessi di soggiorno in Ue.
L’agenzia di stampa Ansa ha anticipato, nella serata di sabato, la proposta di direttiva che Franco Frattini proporrà il prossimo 23 ottobre alla Commissione Ue in materia di ingressi nell’Unione di ricercatori, studiosi e personale altamente qualificato proveniente da paesi terzi.
Un provvedimento che Frattini nei mesi scorsi ha definito di fondamentale importanza: una “blue card” europea che si ispira e che, allo stesso tempo, dovrebbe contrastare, la “green card” degli Stati Uniti.
Il vicepresidente della Ue, quando annunciò l’iniziativa al Parlamento europeo, rilevò come “l'85% dei lavoratori non qualificati va verso l'Ue, e solo il 55% negli Usa, mentre il 55% del lavoro qualificato si dirige verso gli Usa e solo il 5% verso l'Ue. La sfida è di attirare i lavoratori necessari per far fronte a penurie specifiche”.
La proposta sulla “blue card”, si legge nella bozza della quale l'Ansa ha preso visione, intende dare un risposta “veloce ed efficace” alla crescente domanda di personale altamente qualificato non Ue da parte delle imprese europee, incoraggiando una mobilità interna fra i Ventisette, ma al tempo stesso non interferendo nella competenza degli Stati membri di decidere il numero totale di immigrati che desiderano accogliere.
Ai lavoratori che rispondono ai requisiti di professionalità e che dimostrino di avere un contratto di lavoro o di ricerca che garantisca un reddito “minimo”, verrà data la blue card, per la durata di due anni, prorogabili per almeno altri due. Questa garantirà la possibilità di movimento tra i paesi Ue e costituirà un requisito per i permessi di lungo periodo. I titolari della blue card godranno degli stessi diritti dei lavoratori europei in base alla normativa del lavoro, inclusa la libertà di aderire ad un sindacato.
La proposta di direttiva per la carta blu, una volta varata dalla Commissione Ue, dovrà passare per il tavolo dei ministri Ue e al Parlamento europeo, che darà il suo parere, prima di potere diventare una realtà.
Domani, oltre alla proposta del commissario Frattini, la Commissione discuterà di un’ulteriore proposta di direttiva che mira a introdurre una domanda unica e un unico permesso di soggiorno e di lavoro per gli immigrati che lavorano in Europa garantendo loro, anche in questo caso, gli stessi “diritti socio-economici” dei lavoratori del Paesi Ue.
(Alberto Colaiacomo)
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