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24 ottobre 2007

UE: Barroso e Frattini presentano alla stampa le proposte di direttiva sulla “blue card” e sull’unificazione del permesso di lavoro e di soggiorno. L’approvazione del Consiglio europeo dovrebbe avvenire entro dicembre.

A dicembre la proposta di direttiva sulla “blue card” potrebbe avere il via libera del Consiglio europeo. L’ottimismo arriva dalle parole del presidente della Commissione Europea José Manuela Durao Barroso e del vicepresidente Franco Frattini, che hanno incontrato i giornalisti ieri a Bruxelles dopo l’approvazione formale della proposta di direttiva da parte della Commissione.
Siamo fiduciosi che la proposta passerà, vi è stato un ampio processo di consultazione e vi è un grande consenso” ha dichiarato Barroso.
Si tratta dell'esito di un percorso politico importante iniziato nel 2005 con il libro verde sull'immigrazione legale” ha aggiunto Frattini.
Il commissario ha poi illustrato le cifre del fenomeno “i cittadini dei paesi terzi altamente qualificati e attualmente impiegati in aziende europee sono lo 0,9% dei lavoratori. In Australia sono il 9,9%, in Canada il 7,3, negli Stati Uniti il 3,5%. Lanciamo questa proposta per rendere l'Europa un po’ più attraente per i paesi terzi”.
La proposta di Carta blu, ha aggiunto Frattini, ha l'obiettivo principale di “garantire ai lavoratori e alle loro famiglie di poter arrivare. C'è un mercato del lavoro e l'Europa è rimasta indietro”. Altro principio che ispira il provvedimento è quello della facilità di mobilità professionale all'interno del territorio europeo.
L’ottenimento della carta non è automatico “se c'è un posto di lavoro legale, ufficiale, da parte di un'azienda di uno dei Paesi Ue ci sarà la risposta e la garanzia di poter entrare, ottenere il posto di lavoro e dopo due anni di potersi spostare in tutti gli altri Paesi membri dell'Unione senza ricominciare la procedura ammissione”. Il provvedimento, continua Frattini, “consentirà anche una procedura facilitata per il ricongiungimento familiare. È questo l'altro problema che impedisce ai lavoratori altamente qualificati di scegliere l'Europa e fa loro preferire gli Usa. Sarà la prima esperienza europea di immigrazione circolare: c'è la possibilità di tornare nel Paese di origine e poi di nuovo in Europa”.
Nella riunione della Commissione di ieri è stato presentata anche la proposta di direttiva per l'unificazione del permesso di lavoro e di soggiorno, un provvedimento che Barroso ha illustrato dicendo che “in uno spazio con la libera circolazione di lavoratori non ha più senso avere 27 diverse politiche di immigrazione”.
I due rappresentati hanno poi precisato che le direttive “vogliono essere solo uno strumento a chi ritiene possano essergli utili, non vogliamo imporre niente”. Il riferimento è anzitutto all'Austria, che sulle prime aveva espresso forti dubbi sulle proposte.
(Al. Col.)



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