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26 ottobre 2007
La Caritas di Roma e l’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni presentano la prima indagine sui servizi di assistenza sanitaria ai rifugiati e richiedenti asilo.
È stata presentata ieri a Roma la ricerca Servizi socio-sanitari e rifugiati. Mappatura dei servizi socio-sanitari sui territori dello SPRAR, realizzata dalla Caritas diocesana di Roma in collaborazione con l’ANCI e con l’Unità Psicosociale e di Integrazione dell’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (OIM).
Si tratta della prima indagine qualitativa sui servizi socio-sanitari presenti sui territori dei progetti di accoglienza del Sistema di Protezione per Richiedenti Asilo e Rifugiati (SPRAR) e sulle opportunità di accesso al sistema sanitario da parte dei Richiedenti Asilo, Rifugiati e titolari di protezione Umanitaria RARU.
Nell’indagine sono analizzare 801 schede sanitarie di RARU e sono stati intervistati i referenti di tutti i 102 progetti della rete di accoglienza dello SPRAR.
I rifugiati che si sono rivolti al sistema sanitario sono stati per il 60% uomini, principalmente nati tra il 1971 e il 1980, nonché per oltre il 77% proveniente dal continente africano. I problemi espressi riguardano soprattutto disturbi di carattere gastro-interico, patologie odontoiatriche e problemi psichiatrici.
Nella metà dei casi è stato direttamente l’utente a rivolgersi ai servizi mentre nel 18% dei casi i problemi sono emersi durante visite di controllo.
“Da evidenziare l’alta percentuale di soddisfazione sulle risposte del Sistema Sanitario a conferma di come il nostro sistema sia realmente universalistico ed equo” hanno commentato i ricercatori.
Non mancano le criticità assistenziali nel sistema sanitario che emergono nell’ambito dell’odontoiatria, della riabilitazione fisioterapica e protesica, e quello ancora più delicato delle risposte all’area del disagio psichico. In quest’ultimo ambito “emerge tutta la difficoltà del nostro sistema di rapportarsi con l’alterità culturale e in parte con la fragilità sociale”.
La ricerca completa è disponibile nel sito www.caritasroma.it
(Alberto Colaiacomo)
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