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29 ottobre 2007
La carta dei valori alla grande moschea di Roma.
Il ministro Amato ha presentato la carta dei valori alla grande moschea di Roma. Nell’incontro si e parlato anche di libertà religiosa, parità tra i sessi e terrorismo.
La Carta dei valori della cittadinanza e dell'integrazione “non ha forza giuridica, non vuole essere un'imposizione, ma, poiché io l’ho promossa, allora la collaborazione in questo ambito dipende dalla sua piena e sincera accettazione” così venerdì scorso il Ministro Amato ha presentato la Carta ai fedeli della Grande Moschea di Roma.
Giuliano Amato, dal direttore della Moschea, Abdella Redouane, e dall'Imam Ala al-Din al-Ghoobashi, ha incontrato la comunità musulmana nella sala dei congressi del centro islamico.
Le riserve sui contenuti della Carta, ha sottolineato il ministro, “rendono nulla l'adesione. Io sono convinto che il lavoro comune tra di noi porterà non ad un'Italia multiculturale, ma felicemente interculturale, dove le culture si confrontano e si incontrano”.
Per il segretario generale del Centro islamico culturale d'Italia, Abdellah Redouane, la Carta “era certo una cosa impensabile vent'anni fa. Ma ormai i tempi e le problematiche sono talmente cambiati, e lo stesso si può dire del contesto internazionale, da far meditare i nostri responsabili sull'opportunità' di una carta come strumento utile e necessario ad una serena convivenza nella nostra società”.
Nel suo intervento, oltre a presentare la Carta, il titolare del Viminale ha affrontato i temi della libertà religiosa “in Italia abbiamo deciso che i figli hanno il diritto di scegliere la propria religione”; della parità tra i sessi "sappiamo che nell'incontro di civiltà diverse il rapporto con la donna ha letture diverse"; e del terrorismo, affermando che il paese respinge l’identificazione con il terrorismo dell’espressione religiosa.
(Al. Col.)
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