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31 ottobre 2007
È discriminatorio escludere lo straniero dal pubblico impiego.
Il Tribunale di Bologna dichiara discriminatoria l’esclusione di un cittadino egiziano dal concorso pubblico indetto dall’Alma Mater.
Un cittadino di nazionalità egiziana, da molti anni regolarmente residente in Italia e già titolare di dottorato di ricerca presso l’Università di Bologna, non era stato ammesso a partecipare al concorso indetto dalla stessa università per il reclutamento di personale di elevata professionalità per l’area elaborazione dati. L’Università aveva motivato il rigetto della domanda per carenza del requisito della cittadinanza italiana.
Il Tribunale di Bologna non ha condiviso la decisione dell’Alma Mater ed ha accolto il ricorso del cittadino egiziano ravvisando nel provvedimento dell’Università una violazione del principio di non discriminazione.
Secondo il giudice la normativa relativa all’accesso al pubblico impiego deve essere riletta alla luce del superiore principio più volte enunciato dallo stesso legislatore della parità di trattamento fra cittadini italiani e cittadini extracomunitari ritenendo affermato nel nostro ordinamento il principio di parità di trattamento anche nell’accesso al pubblico impiego, a discapito di qualsivoglia previsione normativa di diversa portata e nell’assenza di una disposizione di legge che esplicitamente vieti l’accesso al pubblico impiego ai cittadini extracomunitari, purché non implichi certamente esercizio diretto o indiretto di pubblici poteri, e non attenga minimamente alla tutela dell’interesse nazionale.
(R.M.)
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