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10 settembre 2007

Regione Piemonte: per gli immigrati verrà abbassato a 24 mesi il vincolo per accedere alle misure di edilizia agevolata.

La Regione Piemonte cambia i criteri per l’assegnazione delle case popolari. Le novità più importanti riguardano il diritto di accesso per i cittadini non comunitari, per i quali è stato ridotto da tre a due anni il vincolo di residenza in Italia per vivere in un alloggio a canone ridotto.
Allo stesso tempo però, come spiega Sergio Conti, l’assessore regionale alla pianificazione territoriale, “sono stati fissati alcuni paletti per evitare che si crei un pendolarismo dalla Lombardia, regione che ha fissato il vincolo di residenza minimo a cinque anni”.
Tali misure “paletto” sono sostanzialmente due: il richiedente extracomunitario dovrà dimostrare di risiedere da almeno sei mesi nel comune piemontese dove presenterà la domanda per l’alloggio e che da almeno 18 mesi il luogo di lavoro è in Piemonte e non in altre regioni.
Il documento finale, già approvato informalmente da tutti i membri della maggioranza nell’incontro della scorsa settimana, dovrebbe essere licenziato nel corso di una nuova riunione della Giunta prevista per il 17 settembre.
Sul piano di edilizia popolare gravavano problemi delle componenti cattoliche della maggioranza perché, oltre alle misure sugli immigrati, contiene anche sostanziali aperture alle coppie conviventi.
Ancora da definire, invece, le fasce di reddito che permetteranno di accedere alle graduatorie che verranno determinate da un successivo regolamento.
(Al. Col.)




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