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19 settembre 2007

Pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il Bando per i progetti per l’inclusione sociale. Stanziati 50 milioni di euro per le politiche abitative, di scolarizzazione, di integrazione e contro lo sfruttamento. Particolare attenzione alla situazione dei Rom ed alle seconde generazioni. Scadenza del bando il 2 novembre.

50 milioni di euro per il Fondo di Integrazione Sociale in progetti finalizzati all’inclusione, alle pari opportunità ed all’intercultura. La direttiva del Ministero della solidarietà sociale del 3 agosto 2007 è stata recepita nella Gazzetta Ufficiale del 17 settembre (Serie generale, n. 216) che ha pubblicato anche le modalità di presentazione del bando per i progetti, la cui scadenza è fissata alle ore 13 del 2 novembre 2007.
Al bando possono partecipare le Regioni, gli Enti Locali, le Associazioni iscritte al registro della direzione generale dell'Immigrazione e le Associazioni iscritte presso il registro del dipartimento delle Pari Opportunità.
È stato il ministro Paolo Ferrero ad illustrare ieri, in una conferenza stampa, la ripartizione del fondo e gli obiettivi del provvedimento.
Sono stati stanziati 50 milioni di euro per il superamento dei ghetti, corsi di italiano e di Costituzione italiana e politiche di inclusione per persone emarginate. Vogliamo intervenire sui punti di maggiore criticità dell'immigrazione per evitare di avere fra dieci anni le nostre banlieues. Lavoriamo oggi e preveniamo”, così Ferrero ha sintetizzato le linee guida del Bando per il finanziamento dei progetti finalizzati a favorire l'inclusione sociale dei migranti e dei loro familiari.
Il Ministro per la solidarietà sociale ha poi aggiunto di aver “chiesto al ministero dell'Economia di raddoppiare il fondo fino a 100 milioni”.
La questione abitativa e le politiche di edilizia agevolata hanno ricevuto uno stanziamento di 17 milioni di euro.
Altro capitolo di spesa è quello sui Rom “per il superamento dei campi, l'inserimento abitativo, l'inserimento scolastico dei bambini e quello lavorativo per gli adulti”, ha dichiarato Ferrero, aggiungendo. “ci sarà un intervento su alcune aree specifiche, in particolare nelle città di Roma, Padova, Torino e Milano con 3 milioni di euro”.
La scolarità dei bambini stranieri e l’insegnamento della lingua italiana per gli adulti hanno ricevuto complessivamente 2 milioni di euro, di questi la metà sarà per progetti dedicati ai bambini Rom. Il ministro ha inoltre chiesto ai grandi media, in particolare alle reti televisive, di attivare programmi per la diffusione della lingua e della cultura di base italiane per i cittadini stranieri, annunciando anche una trattativa in corso con la Rai.
Altro capitolo di fondi è quello che riguarda le donne sottoposte a sfruttamento ed i minori stranieri non accompagnati.
Ragazzi che, secondo Ferrero “sono scaricati sulle spalle dei Comuni che spesso non hanno i finanziamenti adatti e il rischio che finiscano nelle mani della malavita organizzata è molto forte”, per loro stanziati 10 milioni di euro che verranno gestiti in collaborazione con l’Anci.
La voce di spesa più consistente è per promuovere percorsi di inclusione sociale per le seconde generazioni e favorire il riconoscimento delle diverse identità culturali, emergenti e di origine, di cui i giovani sono portatori. Misura di fondamentale importanza affinché “l'incontro con il diverso non avvenga nello scontro e nella paura, ma con conoscenza”.
Misure importanti che per molti anni non sono state priorità nelle politiche per l’immigrazione, basate soprattutto sugli aspetti del controllo e della sicurezza. Sullo stanziamento del Fondo, ritenuto insufficiente, Ferrero ha dichiarato che gli immigrati producono il 5% del Pil che dà luogo a 10 miliardi di entrate per le casse pubbliche: “una proporzione di 50 milioni a 10 miliardi”.
(Alberto Colaiacomo)



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