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Matrimoni “misti” dei musulmani. Il Ministero dell’Interno invita gli ufficiali di stato civile a non considerare la condizione di fede religiosa contenuta nei nulla osta del Marocco.

Lo straniero che desidera contrarre matrimonio in Italia deve produrre un “nulla osta” rilasciato dal suo consolato dal quale risulti che non esistono impedimenti al matrimonio stesso, come potrebbe avvenire nel caso di persone ancora legalmente sposate nel loro paese. Il Ministero dell’Interno - Direzione Centrale per i Servizi Demografici, con circolare n. 46 dell’11 settembre 2007 ha segnalato che alcuni paesi, in particolare il Marocco, quando richiesti del nulla osta al matrimonio di cui all’art. 116 del cod. civ., subordinano tale nulla osta alla adesione alla fede musulmana da parte dei coniugi.
A tal proposito, la nota ministeriale invita gli ufficiali dello stato civile a non tener conto di una simile condizione in quanto “palesemente contraria ai principi fondamentali dell’ordinamento italiano”.
Infatti la normativa costituzionale prevede l’assoluta libertà di fede religiosa e non consente di limitare in alcun modo l’istituto del matrimonio in dipendenza della fede religiosa di uno o di entrambi i coniugi.
Pertanto l’ufficiale di stato civile “dovrà procedere alle pubblicazioni di matrimonio senza tener conto della condizione relativa alla fede religiosa, eventualmente contenuta in detti nulla-osta”.
(Red.)



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