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21 settembre 2007
Immigrazione - Il CNEL esprime parere sul “Documento programmatico alla politica dell’immigrazione 2007-2009”. Perplessità sulla mancata ricezione di direttive comunitarie, dubbi sulla riforma della cittadinanza e sulla proposta di modifica alla legge.
Il Comitato per l’immigrazione del CNEL nella seduta del 14 settembre ha espresso un Parere (ai sensi dell’art. 3 del DL 286/1998) sul Documento programmatico relativo alla politica dell’immigrazione e degli stranieri nel territorio dello Stato per il triennio 2007-2009.
Il Consiglio ha raccomandato al Governo alcune considerazioni emerse nel corso del monitoraggio effettuato gli scorsi mesi dall’ONC (Organismo Nazionale di Coordinamento delle politiche di integrazione sociale dei lavoratori immigrati e delle loro famiglie), operante presso il CNEL.
Coerenza internazionale - Il CNEL apprezza che il Documento sia attento e coerente rispetto allo sviluppo più recente delle politiche immigratorie della UE con il recupero degli indirizzi del Consiglio Europeo di Tampere (1999), che prefigurava una politica dell’immigrazione fortemente integrata nelle politiche interne ed estere comunitarie, ispirate ai principi di libertà , sicurezza, giustizia e agli obiettivi dello sviluppo e della pace.
Il Consiglio non manca però di sollecitare il Governo a rafforzare l’impegno internazionale in materia di immigrazione ratificando la Convenzione ONU sui diritti dei migranti e le loro famiglie del 1990; promuovendo nell’ambito della nuova Costituzione europea “la cittadinanza europea di residenza”; approvando la direttiva CE 2004/81 riguardante le vittime della tratta e le persone vittime di sfruttamento dell’immigrazione clandestina per ampliare la normativa italiana; sostenendo e promuovendo l’azione dell’Agenda comune per l’integrazione del 2005, per quanto riguarda la cooperazione con i paesi terzi, in particolare del Mediterraneo.
Le politiche per l’immigrazione – Il documento programmatico è apprezzato perché cerca di superare la “contraddizione presente nell’ordinamento italiano per il sovrapporsi delle leggi 40/1998 e 189/2002, ispirate a due diversi disegni di immigrazione” . Vanno in questa direzione le iniziative legislative sulla regolamentazione del diritto di cittadinanza, sul riconoscimento del diritto di voto amministrativo ai titolari di permesso di soggiorno, alla rimozione di pratiche burocratiche non funzionali per un’immigrazione regolare e socialmente integrale.
Il CNEL esprime tuttavia alcune perplessità sulla riforma della cittadinanza, ritenendo eccessiva la differenza tra la cittadinanza per “concessione” dopo 10 anni e quella proposta per “attribuzione”, automatica a determinate condizioni dopo 5 anni. Il consiglio auspica un’alternativa intermedia rafforzando tra i requisiti quello della conoscenza della lingua italiana.
Sulla legge di modifica del testo unico “suscita perplessità l’estensione della validità del permesso di soggiorno per attesa occupazione che consente l’assunzione di un lavoratore che abbia perso la regolarità del soggiorno”.
Dubbi vengono espressi anche per “la previsione di una quota di entrate per auto sponsorizzazione di lavoratori immigrati in possesso di risorse finanziarie adeguate alla permanenza in Italia”.
Organizzazione amministrativa – Sotto i riflettori nel Consiglio è finito il passaggio di consegne delle competenze agli uffici anagrafici dei comuni. “Sarebbe opportuna l’indicazione di modalità e tempi certi per il trasferimento delle competenze agli Uffici anagrafici dei Comuni, dai rinnovi dei permessi al rilascio dei permessi di soggiorno CE, che oltretutto sarebbe una soluzione di normalità rispetto a cittadini immigrati, oggi “sbattuti” tra questure, prefetture, servizi postali”.
A questo proposito l’ente chiede di valorizzare maggiormente la collaborazione dell’associazionismo sociale, del volontariato e del terzo settore.
Critiche vengono espresse anche sull’inefficienza delle rappresentanze consolari italiane nelle procedure per il ricongiungimento familiare e, da ultimo, viene sollecitata una maggiore copertura finanziaria per le pubbliche amministrazioni impegnate in questo settore.
Politiche di integrazione – Il Consiglio, entrando nel dettaglio con competenza e originali spunti di riflessione sulle politiche abitative, scolastiche e per le seconde generazioni, raccomanda di seguire gli indirizzi di fondo delle politiche attuate dalle Regioni con “il passaggio a politiche organiche, che includano i problemi dei nuovi cittadini immigrati nelle politiche generali, senza escludere ovviamente la pur necessaria messa in campo di politiche mirate”.
A questo riguardo il CNEL indica che nel documento programmatico debbano assumere uno spessore maggiore due questioni: la mediazione culturale, che va riconosciuta come categoria professionale, e una rete integrata di osservatori, indispensabili per orientare e monitorare le politiche.
(Alberto Colaiacomo)
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