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25 settembre 2007

Trentino: gli immigrati preferiscono le piccole banche cooperative. Oltre 14 mila clienti stranieri nel 2006. Presentata una ricerca di Cooperazione Trentina.

Uno straniero su due residente in Trentino è cliente di una Cassa Rurale. Il dato emerge da una ricerca su immigrazione e banche promossa dalla Cooperazione Trentina in collaborazione con la Provincia autonoma di Trento e l'Università di Trento.
La ricerca è stata condotta da Maurizio Ambrosini, docente di sociologia dei processi migratori all'Università di Milano, e da Paolo Boccagni, ricercatore dell'Università di Trento.
Dall’indagine, condotta con questionari sottoposti ai direttori delle banche trentine, è emerso che alla fine del 2006 il gruppo Casse Rurali presentava un bacino di clienti immigrati molto ampio, nell'ordine delle 14 mila unità, pari a quasi il 60 per cento della popolazione straniera maggiore di 18 anni residente in provincia. Il numero medio di clienti stranieri è di 326 per banca, con punte in alcuni casi oltre le 500 unità. In crescita anche il numero dei soci, che ha complessivamente superato le 300 unità.
Un diverso questionario è stato invece sottoposto a 293 clienti di banche immigrati, provenienti da diversi paesi. I dati raccolti individuano nell'immigrazione trentina un importante bacino di clientela per lo più giovane e in buona parte stabilizzata nel tessuto sociale e nel sistema produttivo locale. Il 78% degli intervistati ha un contratto di lavoro dipendente, il 70% è in Italia da almeno sei anni, il 60% vive insieme con i familiari. Circa la metà degli intervistati è fatta di clienti di Casse Rurali.
Dalle risposte degli intervistati trapela, in generale, un livello di soddisfazione medio-alto per quanto riguarda la preparazione, la gentilezza e la disponibilità degli operatori bancari a cui si rivolgono. Per quanto riguarda i prodotti e i servizi usufruiti, spiccano i conti correnti (97% del totale), la carta bancomat (75%), il versamento dello stipendio (66%), il pagamento di affitti o utenze (51%), ma anche la fruizione di prestiti (37%).
(Al. Col.)



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