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27 settembre 2007
Il Parlamento Europeo in seduta plenaria approva a larga maggioranza due risoluzioni sull’immigrazione: una per i lavoratori legali ed una per il contrasto all’immigrazione clandestina.
Il Parlamento europeo ha approvato ieri, in seduta plenaria e con la larga maggioranza di votanti, due risoluzioni riguardanti l’immigrazione nei paesi dell’Unione che invitano la Commissione ad emanare direttive secondo quanto disposto.
La prima Piano d’azione sull’immigrazione legale ha visto come relatrice l’italiana Lilly Gruber e, successivamente, la risoluzione Priorità politiche nella lotta contro l’immigrazione clandestina di cittadini di paesi terzi del relatore spagnolo Javier Moreno Sànchez..
Immigrazione legale - La risoluzione è stata approvata con 557 voti favorevoli, 101 contrari e 22 astenuti. Nella relazione, alla quale non sono state introdotti emendamenti, è evidenziato che “non si può combattere l'immigrazione clandestina se nel contempo non si definiscono gli strumenti e i canali d'immigrazione legale, dal momento che i due fenomeni sono strettamente legati”.
In particolare la relazione dà il suo sostegno ad una direttiva-quadro generale perchè ai cittadini di paesi terzi impiegati legalmente in uno Stato Ue sia dato “un quadro comune di diritti corredato da un certo numero di obblighi da rispettare”, e ad una proposta di norme europee per rendere l'Ue più attraente per i lavoratori altamente qualificati.
La relazione ritiene necessario “prestare attenzione particolare alla situazione di minori che potrebbero essere sfavoriti dalla migrazione dei genitori” e presentare proposte intese a mitigare tali effetti negativi.
I deputati hanno approvato l'idea di un'unica richiesta per un permesso combinato soggiorno/lavoro e, sempre in merito alla questione occupazionale, chiedono alla Commissione un’indagine realistica sul fabbisogno di manodopera per i prossimi anni.
Il documento chiede che tra i paesi dell’Unione vi sia “riconoscimento reciproco dei titoli di studio e delle qualifiche dei lavoratori immigrati”; che siano individuate misure volte ad appurare se esiste la possibilità per gli immigrati, al momento del ritorno nel paese d'origine, di trasferire i propri diritti pensionistici e i diritti sociali connessi al lavoro svolto e per i quali è stati chiesto loro di versare contributi; appoggia la ratifica, da parte di tutti gli Stati membri, della Convenzione internazionale sulla tutela dei diritti di tutti i lavoratori migranti e dei membri delle loro famiglie. Gli eurodeputati appoggiano la proposta di direttiva sull'ingresso di lavoratori stagionali, che prevede sanzioni contro i datori di lavoro che impiegano immigrati illegali nell'Ue.
Nella proposta approvata è contenuta anche la cosiddetta Carta Blu, che sarà presentata a breve dalla Commissione Ue per facilitare le libera circolazione dei lavoratori altamente qualificati in Europa.
Lotta all’immigrazione illegale - Approvata con 418 voti favorevoli la relazione di Javier Moreno Sànchez. Una proposta abbastanza articolata che tocca diversi punti dell’azione di contrasto all’immigrazione clandestina.
I numeri - Il Parlamento nota che, secondo stime piuttosto divergenti, il numero di cittadini di paesi terzi che soggiornano irregolarmente nell'Unione europea oscilla tra i 4,5 e gli 8 milioni.
I deputati, pur considerando il numero cospicuo, ritengono “inappropriato” un approccio emergenziale alla questione dei flussi migratori, dal momento che questi rappresentano una realtà costante ormai da diversi anni “che richiede quindi un approccio a medio e lungo termine”. L'Unione deve quindi condurre azioni coerenti sia all'interno sia all'esterno delle sue frontiere.
No a criminalizzazioni – Nella risoluzione i parlamentari UE sottolineano che gli stranieri irregolarmente presenti “non devono essere assimilati a delinquenti”. E, in proposito, nel testo si dicono “sconvolti dalle condizioni inumane” di vari centri di detenzione per migranti e richiedenti asilo visitati dalla commissione parlamentare per le libertà pubbliche. Sottolineando pertanto che i centri di accoglienza temporanea per migranti irregolari “devono essere gestiti in modo compatibile con la protezione dei diritti fondamentali”. Si ribadisce inoltre la ferma opposizione all'ipotesi di creare centri di questo tipo all'esterno delle frontiere dell'Unione e nelle regioni d'origine dell'immigrazione.
Collaborazione con paesi terzi - Il carattere multidimensionale dell'immigrazione, per i deputati, esige una stretta collaborazione con tutti i paesi terzi interessati, in particolare con quelli del Mediterraneo, dell'Africa sub-sahariana e asiatici, per quanto riguarda la gestione dei flussi migratori e il sostegno alla lotta contro l'immigrazione illegale. Importante la cooperazione economica e l’aiuto allo sviluppo
Controllo alle frontiere comunitarie - I deputati sottolineano l'importanza del controllo delle frontiere nella lotta contro l'immigrazione clandestina, che dovrebbe realizzarsi “in uno spirito di condivisione delle responsabilità e di solidarietà tra Stati membri”, garantendo anche “condizioni di accoglienza dignitose per le persone e nel pieno rispetto del diritto d'asilo e di protezione internazionale” . L’agenzia Frontex deve disporre delle risorse necessarie alle sue attività e dovrebbe stipulare accordi operativi con i paesi vicini dell'Unione e altri paesi terzi. Il Parlamento si compiace inoltre della creazione di squadre di intervento rapido alle frontiere (SIRF), e ricorda che ogni Stato membro è tenuto ad assicurare la presenza di una riserva di personale qualificato. Nel mandato di Frontex e delle squadre di intervento rapido alle frontiere marittime dell'UE, si chiede anche di aggiungere il salvataggio dei migranti e richiedenti asilo in difficoltà e in pericolo di vita. In proposito, è ricordato l'obbligo di rispettare il diritto internazionale e gli obblighi internazionali in materia di ricerca e salvataggio delle persone in mare.
Informatizzazione e DNA - Il Parlamento raccomanda il ricorso regolare al sistema d'informazione sui visti e l’applicazione, in futuro, di un sistema di registrazione automatizzata degli ingressi e delle partenze. In proposito, sottolinea anche la necessità di promuovere il rilascio di documenti d'identità sicuri nei paesi d'origine che facilitino l'identificazione degli immigrati clandestini che entrano nel territorio dell'Unione. Ricorda inoltre che lo sviluppo di strumenti biometrici per rafforzare la sicurezza e l'autenticità dei documenti, essenziale nella lotta contro la frode, l'immigrazione clandestina e il traffico di esseri umani, “facilita l'attraversamento delle frontiere da parte dei viaggiatori in buona fede e che esso deve avvenire nel rispetto della protezione dei dati”.
Attenzione alla lotta contro la tratta - I deputati si dicono poi convinti che occorre prestare un'attenzione particolare alla lotta contro la tratta di esseri umani e alle vittime di tale traffico, in particolare le persone vulnerabili, le donne e i minori, “facendo della lotta contro i trafficanti una priorità dell'Unione”.
Lavoro clandestino - Riguardo alla lotta contro il lavoro clandestino, accogliendo con favore la proposta di direttiva che introduce sanzioni contro i datori di lavoro che impiegano cittadini di paesi terzi soggiornanti illegalmente nell'UE, il Parlamento invita l'Unione e gli Stati membri a introdurre una serie di sanzioni a carico degli imprenditori ed a potenziare le ispezioni sui luoghi di lavoro con risorse umane e materiali adeguati.
No a regolarizzazioni - La regolarizzazione in massa degli immigrati clandestini dovrebbe costituire un evento isolato, “in quanto tale misura non risolve i reali problemi di fondo” e, spesso, indica “la mancanza di applicazione di misure adeguate atte ad affrontare un fenomeno che forma parte della società nella maggioranza degli Stati membri”.
Rimpatrio - La relazione incoraggia una politica europea di ritorno efficace e rispettosa della dignità e dell'integrità fisica delle persone. Una politica di rimpatrio efficace, infatti, costituisce uno dei fattori deterrenti nei confronti dell'immigrazione clandestina. Chiede inoltre che la proposta di direttiva in materia di rimpatrio sia adottata entro il 2007 e che le regole e le condizioni siano disciplinanti a livello europeo. La Commissione è poi chiamata a procedere ad una valutazione della politica di rimpatrio e a sviluppare, insieme con il Consiglio, accordi europei in materia di riammissione con i paesi terzi interessati.
(Alberto Colaiacomo)
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