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28 settembre 2007
Giovani senegalesi irregolari sventano una rapina ed il sindaco chiede “un’applicazione estensiva dell’art. 18” per concedere loro un permesso per protezione sociale. Ma la legge ancora non lo consente.
Senegalesi, clandestini, ambulanti nel comune di Corsico, provincia di Milano. Martedì scorso sventano la rapina di un tossicodipendente ad un supermercato e permettono il recupero di 1.500 euro. Per loro il sindaco di Corsico, Sergio Graffeo, ha chiesto il permesso di soggiorno per protezione sociale (art. 18 T. U.).
“I due senegalesi che vivono in clandestinità e che, senza timore, hanno bloccato un rapinatore armato, meritano molto di più di una benemerenza civica” spiega il primo cittadino che, dalla sua, cita anche l’impegno del collega Sergio Cofferati a Bologna per far ottenere la protezione sociale a dodici cittadini moldavi che hanno denunciato il datore di lavoro che li sfruttava.
Graffeo chiede al Questore di Milano “un'applicazione estensiva dell'articolo 18 della legge sull'immigrazione, con l’auspicio che i provvedimento di Bologna possa costituire un precedente anche per noi”.
Da parte nostra auspichiamo che il gesto dei due giovani senegalesi, dimostrazione di senso civico e solidarietà, possa essere premiato con la possibilità di un soggiorno regolare. Purtroppo l’attuale legislazione non lo consente: l’art. 18 non è una misura “premiale” ma tutela solo le vittime dello sfruttamento.
Di questo problema si è fatto carico il Governo e nel ddl ora in discussione in Parlamento si prevede espressamente: “4) la revisione dei permessi di soggiorno per motivi umanitari, da rilasciare da parte del Prefetto, sentiti il Consiglio territoriale per l’immigrazione ed il Questore, anche a favore dello straniero che dimostri spirito di appartenenza alla comunità civile e non costituisca una minaccia per l’ordine pubblico e la sicurezza dello Stato…”.
(Red)
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