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4 dicembre 2008
Ue: presentata dalla Commissione una proposta per modificare il sistema comune di asilo.
Le modifiche riguardano la direttiva relativa all’accoglienza dei richiedenti asilo; il regolamento Dublino ed il regolamento Eurodac. “Si tratta delle prime proposte concrete per attuare il Piano strategico sull'asilo e il Patto europeo sull’immigrazione e l’asilo”.
Salvaguardare il diritto al ricongiungimento familiare, specie quando si tratta di minori; migliorare le condizioni di accoglienza; limitare solo a casi eccezionali l'adozione di misure restrittive nei confronti dei richiedenti asilo; istituire meccanismi che permettano di riconoscere subito i richiedenti asilo; agevolare le misure di integrazione ed inserimento lavorativo dei rifugiati, favorire lo scambio di informazioni tra Paesi membri salvaguardando la privacy dei richiedenti asilo. Sono queste alcune delle misure proposte ieri dalla Commissione europea per modificare il sistema comune d'asilo.
Le proposte della Commissione intendono modificare tre degli strumenti legislativi vigenti nell'ambito del sistema d'asilo dei 27: la direttiva relativa all’accoglienza dei richiedenti asilo; il regolamento Dublino che stabilisce lo Stato membro competente per l'esame di una domanda d'asilo; il regolamento che istituisce Eurodac, la banca dati contenente le impronte digitali dei richiedenti asilo, che agevola l'applicazione del regolamento Dublino.
In una nota di Bruxelles si legge che “si tratta delle prime proposte concrete presentate dalla Commissione per attuare il Piano strategico sull'asilo e il Patto europeo sull’immigrazione e l’asilo”.
“Il nostro obiettivo - ha dichiarato Jacques Barrot, commissario per le Libertà, sicurezza e giustizia - è quello di porre i richiedenti asilo al centro di una procedura umana ed equa. Dobbiamo fare in modo che il quadro normativo offra più protezione e sia più efficace”.
In Europa – ha detto Barrot - i rifugiati che hanno ottenuto asilo sono circa 1,5 milioni. Nel solo 2007, le domande sono state oltre 222 mila. L'Italia ne ha ricevute circa 14.000.
Secondo i dati della Commissione, l'Italia è tra i 27 uno dei Paesi con la più alta percentuale di domande accolte, superiore al 50% del totale di quelle presentate.
Nel dettaglio, le modifiche alla Direttiva accoglienza stabiliscono misure per applicare misure di trattenimento soltanto in circostanze eccezionali e prevedere garanzie giuridiche che ne impediscano l'applicazione arbitraria, garantendo che i minori non possano essere trattenuti a meno che ciò non sia nel loro interesse; di garantire che siano stabiliti a livello nazionale meccanismi atti ad individuare tempestivamente i richiedenti asilo con esigenze particolari per offrire loro un trattamento appropriato; di agevolare l'accesso al mercato del lavoro e fare in modo che le limitazioni applicate dagli Stati membri non ostacolino l'accesso effettivo all'occupazione.
La proposta di modifica al Regolamento Dublino intende stabilire un meccanismo di sospensione dei trasferimenti attuabili nel quadro del regolamento in circostanze limitate, onde evitare che gli Stati membri i cui sistemi di asilo risultano più sollecitati siano sottoposti ad un onere eccessivo; di garantire che i richiedenti asilo non siano inviati negli Stati membri che non possono offrire loro un adeguato livello di protezione, soprattutto in termini di condizioni di accoglienza e di accesso alla procedura di asilo; si propone inoltre di chiarire le circostanze e le procedure per l'applicazione di alcune norme, come quelle che consentono agli Stati membri di farsi carico di un richiedente asilo per ragioni umanitarie; introduce garanzie supplementari in ordine al diritto di impugnare una decisione di trasferimento, garantendo con ciò il diritto a un ricorso giurisdizionale effettivo; facilita il ricongiungimento familiare, in particolare per quanto riguarda il ricongiungimento di un richiedente con parenti con i quali esiste un legame di dipendenza e con beneficiari di protezione sussidiaria; specifica le norme applicabili ai minori non accompagnati per tutelarne l'interesse prevalente.
Sul Regolamento Eurodac la Commissione intende definire norme per garantire l'effettiva e tempestiva trasmissione delle impronte digitali all'unità centrale EURODAC onde individuare correttamente lo Stato membro competente, ai sensi del regolamento Dublino, per l'esame della domanda; stabilire norme tecniche per assicurarsi che gli Stati membri cancellino immediatamente i dati non più necessari allo scopo per i quali erano stati raccolti e che la Commissione possa controllare meglio il rispetto dei principi della protezione dei dati; chiarire le disposizioni che consentono alla Commissione e al garante europeo della protezione dei dati (GEPD) di controllare efficacemente l'accesso delle autorità nazionali ai dati contenuti nell'EURODAC.
(Alberto Colaiacomo)
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