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News ed eventi
4 dicembre 2008

Media: rischio razzismo e radicalizzazione dei Paesi del Mediterraneo.
Riuniti ieri a Torino giornalisti di 12 Paesi del Mediterraneo. Sotto accusa gli accordi tra Stati “per contenere l’immigrazione con principi razzisti”.


A parlare di rischio concreto di razzismo, di degenerazione del linguaggio e del rischio di un aumento di fenomeni di radicalizzazione nell'area del Mediterraneo sono stati proprio i professionisti dell’informazione. Ieri a Torino si sono riuniti giornalisti provenienti da dodici Paesi del Mediterraneo per l’incontro conclusivo del progetto Dar Med - Dialogo tra i Media del Mediterraneo.
Si tratta di un progetto, promosso dalle due riviste on-line babelMed e More Colour in the Media, dalla ong Cospe e dall'associazione Paralleli.
“I governi dei Paesi del Mediterraneo, come hanno appena fatto Italia e Libia, stanno siglando accordi per contenere, spesso con principi di autentico razzismo, le nuove immigrazioni - ha detto Nathalie Golesne, responsabile editoriale di babelMed - e in molti Paesi sono operative leggi o anche consuetudini tremende che nessuno conosce”.
Dall’incontro sono emersi anche aspetti positivi, almeno nell’ambito della comunicazione. In particolare è stato sottolineato come internet, l’informazione on-line ed i blog abbiano incrementato la libertà di pensiero anche dove è limitata dai Governi.
(Red.)


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