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12 dicembre 2008
Ue: la Commissione giudica “complessivamente deludente” l’applicazione della direttiva sulla libera circolazione dei cittadini Ue negli Stati membri.
Secondo Bruxelles le difficoltà maggiori si riscontrano sulla libera circolazione dei familiari di Paesi terzi. Lettera di Maroni a Barrot per annunciare emendamenti al D.L “pacchetto sicurezza”.
“Complessivamente deludente” l’applicazione da parte degli Stati Ue della direttiva 2004/38/CE sulla libera circolazione dei cittadini dell’Unione e dei loro familiari negli Stati membri.
Il giudizio è stato espresso nella relazione conoscitiva sullo stato dell’applicazione della direttiva adottata lo scorso 10 dicembre dalla Commissione Ue.
Secondo il vicepresidente Jacques Barrot, commissario responsabile del portafoglio Giustizia, libertà e sicurezza “la legislazione Ue in questo settore è attuata in modo carente, con il rischio che vengano violati i principi che formano le fondamenta stesse della costruzione europea. Ecco perché la Commissione intende moltiplicare gli sforzi affinché i cittadini dell’Ue e le loro famiglie fruiscano realmente e pienamente dei diritti conferiti dalla direttiva”.
La direttiva 2004/38/CE è nata come strumento giuridico per semplificare le procedure amministrative e conferire ai cittadini dell’Ue e ai loro familiari il diritto di soggiorno permanente dopo cinque anni di soggiorno nello Stato membro ospitante ed estende, a determinate condizioni, il diritto al ricongiungimento familiare ai partner che hanno contratto un’unione registrata.
Gli Stati membri erano tenuti a mettere in vigore le disposizioni legislative e amministrative necessarie per conformarsi alla direttiva entro il 30 aprile 2006. Dalla relazione adottata dalla Commissione emerge che, pur recependo la direttiva nelle leggi nazionali, “nessuno Stato membro ha recepito in modo effettivo e corretto l’intera direttiva e nessun articolo della direttiva è stato recepito in modo effettivo e corretto da tutti gli Stati membri”.
La Commissione evidenzia inoltre che, in numerosi casi, “le disposizioni recepite in modo scorretto sembrano applicate correttamente dai giudici e dalle autorità nazionali, malgrado manchino chiari orientamenti scritti per l’esercizio del potere discrezionale giudiziario e amministrativo in questo settore”.
Le difficoltà maggiori riscontrate riguardano soprattutto il diritto di ingresso e soggiorno dei familiari che sono cittadini di Paesi terzi e l’obbligo, in alcuni Paesi, per i cittadini dell’Ue di presentare a sostegno della domanda di soggiorno documenti non previsti dalla direttiva.
La Commissione – si legge in una nota di Bruxelles - intende offrire informazioni e assistenza pubblicando, nella prima metà del 2009, linee direttive sulle molteplici difficoltà emerse a livello di recepimento o applicazione della direttiva.
Sempre mercoledì, giorno di presentazione della relazione, è stata resa nota una lettera al vicepresidente Barrot del ministro dell’Interno italiano, Roberto Maroni, per informare che “sono in via definizione le procedure per la formalizzazione” della presentazione di emendamenti al disegno di legge sulla sicurezza, attualmente all'esame del Senato.
Gli emendamenti – secondo la lettera - sono tesi a precisare che l'aggravante della clandestinità, prevista dal provvedimento, non si applica a cittadini Ue e che l'allontanamento dei cittadini Ue è previsto in conformità alla direttiva europea sulla libera circolazione dei cittadini. Il commissario Ue, interpellato dai giornalisti, ha confermato dicendo “prendo nota della lettera e sono in attesa di conoscere il testo degli emendamenti”.
(Alberto Colaiacomo)
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