| News ed eventi |
 |
17 dicembre 2008
Ue: conclusi i lavori dell’Olive Group. I paesi Ue mediterranei chiedono una politica comune per fronteggiare l’immigrazione clandestina.
Frattini: occorre una “redistribuzione degli oneri” per una “efficace divisione dei pesi”.
“Il Mediterraneo rappresenta un test fondamentale della volontà e della capacità dell'Unione europea di sviluppare una vera politica comune per fronteggiare l'immigrazione clandestina” e solo attraverso la condivisione delle responsabilità tra i Paesi di origine e di destinazione dei flussi migratori saranno possibili risultati concreti.
Punta dichiaratamente alla collaborazione il documento congiunto approvato dai ministri degli Esteri dei Paesi Ue del Mediterraneo “Olive Group” che si è concluso ieri a Taormina.
La lotta all’immigrazione e la collaborazione con i Paesi di provenienza è stato il tema principale dell’incontro, che ha visto in agenda anche la politica energetica e la situazione mediorientale.
Nel documento, i dieci Paesi (Italia, Francia, Spagna, Grecia, Romania, Bulgaria, Slovenia, Cipro, Malta, Portogallo) si impegnano a ricercare “un approccio coordinato” per rendere più visibili in sede Ue le tematiche mediterranee. In quest'ottica definiscono “cruciale” il ruolo dell'Unione per il Mediterraneo che può essere essenziale per integrare e favorire i rapporti euro mediterranei.
Sulle politiche migratorie, il ministro italiano Franco Frattini ha spiegato che occorre una “redistribuzione degli oneri anche riguardanti le persone” in ambito europeo per una “efficace divisione dei pesi” che comportano i flussi migratori verso l'Europa.
(Al. Col.)
|
 |
|
|
|
|